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27/07/24 ore

LIBRI

La cameriera era nuova ( ... ma il resto meglio di no)

Aver intrapreso, per ragioni politiche, uno "sciopero del sorriso" che dura già da un paio di giorni e trascorrerne alcuni momenti in un ristorante che sembra un bistrot francese, se non altro per il nome un po’ retrò, mi rende più facile commentare il breve romanzo "La cameriera era nuova" di Dominique Fabre (trad. Yasmina Melaouah, pp. 96, € 12,00) della neonata casa editrice Calabuig. di Paolo Izzo

Artur Schnabel, l'inventore

Nato nel 1882 in un sobborgo di Bielitz-Biala, una cittadina della Slesia, (allora polacca, ma che è passata negli ultimi due secoli sotto diverse sovranità), da genitori ebrei di origini tedesche, Arthur Schnabel crebbe a Vienna per lo più lontano dalla propria famiglia e studiò poi a Berlino. di Elena Lattes

Il resto della settimana, il nuovo libro di Maurizio De Giovanni

Maurizio De Giovanni, è nato a Napoli nel 1958, dove vive e lavora. Ha vinto nel 2005 un concorso per "giallisti" esordienti con un racconto focalizzato sul personaggio del commissario Ricciardi che poi ha dato vita ad un ciclo di romanzi pubblicati da Einaudi: Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio e Premio Camaiore). di Giovanna D’Arbitrio

La pietra d’Oriente

Gesù e Giuda camminano nel deserto. Non si fermano nelle alzate di vento e nella sabbia che si intreccia nei capelli e nella barba. Si sono ritrovati dopo il Getsemani, la morte e le parole degli uomini. Soli con le loro verità distanti, fatte di carne e di cielo. Gli scenari dell’anima occupano il campo ma tornano a parlarsi. di Salvatore Balasco

Alle frontiere della libertà, come reagire alla società delle conseguenze. Presentazione a Roma

Mercoledì 4 marzo è stato presentato nella sala Santa Chiara presso il Pantheon il saggio “Alle frontiere della libertà” (Rubbettino Editore), lunga, articolata intervista a Giuseppe Rippa di Luigi Oreste Rintallo, in effetti una forma espositiva che ha consentito di agitare con piglio scorrevole le criticità più sofferte, e per questo più stimolanti, del tempo politico che attraversiamo, in rapporto con i condizionamenti, sovente determinanti, connessi al ruolo di frontiera del nostro paese nel corso della lunga stagione della guerra fredda – ormai quanto alle premesse – e con la perdita di questo ruolo a seguito della caduta del Muro di Berlino a partire dai primi anni novanta.

 

Intervista a Giuseppe Rippa su "Alle frontiere della libertà" (Petra Scognamiglio per Napoli TV)

Pitigliano. La Comunità Ebraica tra Ottocento e Novecento

Situato nella bassa Toscana fra le colline di tufo della Maremma grossetana, Pitigliano è un borgo medioevale che fra la fine del 1700 e gli inizi dell''800 fu definito la "Piccola Gerusalemme". In questa cittadina visse per circa cinquecento anni una comunità ebraica, esigua nei numeri, ma importante sia per la percentuale di presenze rispetto al resto della popolazione locale, sia per la sua vivacità e per la totale integrazione. A raccontarne la storia più recente "attraverso documenti inediti", è ora un libro pubblicato da Edizioni Effigi e curato da Franco Paioletti e Angelo Biondi: "Pitigliano. La Comunità Ebraica tra Ottocento e Novecento". di Elena Lattes