Quella di Giulio Tarro è una tesi, condivisa da altri scienziati, virologi e clinici, che esprime delle valutazioni in contrasto con le tesi ufficiali dello schieramento messo in campo dal Governo. A ben guardare, se depurate dalle faziosità che taluni hanno voluto esprimere, si tratta di un atteggiamento che punta sempre alla cautela, alla responsabilità e al buon senso dei cittadini, ma con criteri che fanno leggere la situazione in modo diverso sia nella interpretazione della malattia, sia del contrasto nelle varie fasi in cui essa si è rivelata ed è stata affrontata (esplosione del virus, sua aggressività, suo svilupparsi e sua possibile attenuazione).
- Pandemia: ecco come la vedo. Intervista a Giulio Tarro (Agenzia Radicale Video)
La “App IMMUNI”, cioè il metodo informatico di monitoraggio della epidemia, perché è stato enunciato senza una analisi critica preventiva? Ed ora cosa accadrà? Non si è capito concretamente come si voleva far funzionare questa APP, ne la sua la fattibilità reale! A mio parere, la logica del PROCESSO ignorava e sottovalutava alcuni aspetti … di Carlo Strassil
L’emergenza sanitaria ha comportato una veloce presa di coscienza della necessità di riorganizzare la didattica cogliendo comprensibilmente impreparati strutture, dirigenti e docenti. Come genitori siamo stati investiti di un’attività lasciata all’improvvisazione del singolo: non vi sono stati nessun coordinamento, nessun indirizzo da chi per fine Istituzionale doveva occuparsi della tutela del diritto all’Istruzione… di Erika Forieri (avvocato)
Mentre imperversa il coronavirus, oggi 17 aprile 2020 mi è venuta in mente mia sorella Lucia, scomparsa per un cancro il 17 aprile 2005. E mi sono chiesta con commozione cosa avrebbe fatto lei in un momento simile, lei che era sempre in prima fila per combattere accanto a quelli che soffrono, accanto ai più deboli, sempre combattiva, in strenua lotta a favore di libere scelte, ricerca spirituale, diritti civili e umani, beni comuni. di Giovanna D’Arbitrio
Nascosti dentro le nostre case, possiamo diventare inesistenti. Fuori tutto è fermo, nulla si muove. Sul vetro della finestra chiusa appare al nostro sguardo un'immagine bidimensionale, piatta, senza spazio. Ma, in questo incubo atemporale, c'è una satanica entità incorporea. La ricca cronaca dei suoi assassinii, sullo schermo piano del pc e della tv, ci commuove, ma, a volte, quasi astrattamente, come per una fiction televisiva strappalacrime, mentre la minaccia di un pericolo personale ci terrorizza realmente. Siamo comandati dal terrore, il mezzo considerato il più efficace per il comando di un incontrastato dittatore. E vengono in mente gli scenari profetici di George Orwell. di Adriana Dragoni
La drammatica migrazione verso l’Europa dai paesi mediorientali e, in particolare, dall’Africa e l’emigrazione italiana dei secoli scorsi sono due fenomeni completamente diversi. E dicono una sesquipedale sciocchezza quanti sostengono che “ anche noi siamo un popolo di migranti”. di Gerardo Mazziotti