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22/03/19 ore

ESTERI

Arabia Saudita, 45 colf straniere nel braccio della morte

Sono più di 45 le domestiche straniere detenute nel braccio della morte in Arabia Saudita, mentre cresce l’indignazione internazionale per il trattamento riservato ai lavoratori stranieri nel Paese, ha riferito il giornale britannico The Observer.

Siria, il 'piano di pace' di Assad non convince la comunità internazionale

Tra applausi da stadio, nella sala del Teatro dell'opera di Damasco gremita di persone in evidente (o apparente) esaltazione, Bashar al-Assad ha presentato davanti alla nazione, attraverso la tv di stato, il piano di pace per la Siria; l’unico, a suo dire, realmente attuabile.

Pena di morte, i media USA orientati verso il no

il recente “Rapporto di fine anno” del Death Penalty Information Center è stato ripreso da molte testate Usa e internazionali. Come segnala il sito del DPIC, il Rapporto, un classico del movimento abolizionista statunitense, è stato commentato dal Washington Post, dal Wall Street Journal, dal Los Angeles Times, la Associated Press, la Reuters, il New York Times, la CNN, e centinaia di altre testate locali.

Kyrsten Simena, democratica e bisex: “figura storica” al Senato americano

E' stata definita dai suoi avversari una “hippie anti-americana”, una “trasformista pronta a essere tutto e il contrario di tutto pur di perseguire i propri interessi”. E questo solo perchè Kyrsten Sinema, 36 anni, è la prima senatrice degli Stati Uniti apertamente bisessuale.

Cina, Internet nella rete del regime

La Cina ha approvato un pacchetto di norme che permetterà alle autorità del governo di esercitare un controllo più stretto sugli utenti di Internet. Il regolamento impone ai circa 500 milioni di cinesi che ogni giorno si collegano alla Rete di comunicare i propri dati identificativi ai fornitori di servizi Internet.

Siria: si allunga inesorabilmente la scia di sangue

Almeno 90 persone erano state uccise da un attacco aereo, nella giornata del 23 dicembre, che aveva colpito una panetteria della città di Halfaya nella provincia di Hama (regione centrale). Lo avevano riferito gli attivisti dell’opposizione accorsi tra le macerie dopo il bombardamento.

Pena di morte, a Taiwan il boia non molla

Taiwan ha messo a morte sei prigionieri del braccio della morte, il maggior numero di esecuzioni praticate in un solo giorno negli ultimi anni. Le esecuzioni sono state effettuate  in tre carceri, in diverse parti del Paese, il giorno dopo che il ministro della Giustizia Tseng Yung-fu ha firmato i sei ordini di esecuzione. Tutti avevano sentenze capitali approvate dalla Corte Suprema.

Egitto, nonostante il “referendum” la nuova Costituzione piace solo al 21% dei cittadini

Solo il 21% degli egiziani approva la nuova costituzione a forte impronta islamista. Infatti solo il 32,9% degli aventi diritto hanno votato e i risultati, fortemente contestati dai partiti di opposizione che denunciano numerosi brogli, direbbero che il 63,8% di questi avrebbe dato il proprio parere favorevole.

Siria, un pericoloso circolo vizioso

Poche sono le certezze che rimbalzano tra i mezzi di informazione sul destino della Siria. Nonostante gli sforzi siano stati intensificati, nonostante la partecipazione e la vicinanza di associazioni umanitarie e illustri personalità, ad oggi il numero delle vittime ufficiale ammonta a 42.000 persone dall'inizio del conflitto.

Cina, Taiwan, Giappone e le isole della discordia

I risultati delle recenti elezioni politiche giapponesi che hanno visto la schiacciante vittoria, con la conquista alla Camera bassa di 320 seggi su un totale di 480, dei partiti che si sono caratterizzati per forti posizioni nazionaliste (tra cui il proposito di modificare la Costituzione giapponese che ha fortissime connotazioni “pacifiste” ponendo persino un limite estremamente ristretto alle risorse destinabili alla Difesa) giungono nel crescendo di tensioni per motivi territoriali con la Cina continentale e con l’Isola di Taiwan, le quali hanno favorito la vittoria nazionalista. di Giorgio Prinzi

Ateismo in UK, popolazione sempre più atea

Sembra che in Gran Bretagna sia scoppiato il primo ed unico caso di “God homeless”, tradotto letteralmente 'Dio senza casa'. Secondo infatti alcuni dati del censimento 2011, recentemente pubblicati nel Regno Unito, il numero di coloro che si definiscono atei, che cioè non credono in alcuna divinità né in nessun concetto attribuibile al divino, supera per la prima volta il numero di musulmani, induisti, sikh, ebrei e buddisti messi assieme.