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24/05/22 ore

ESTERI

Caso Ablyazov, Bonino: punti oscuri ancora da chiarire

“Per quello che seguo in solitario e con grande attività dal 1° giugno, di fronte a istituzioni del Paese che continuavano a ripetere che era tutto regolare, la mia preoccupazione è stata difendere questa signora (Shalabayeva, ndr)”.

Caso Shalabayeva, Bonino seppe a frittata fatta

"Il 2 giugno, durante la Festa della Repubblica, dissi ad Alfano di seguire il caso Kazakistan di persona". In due colloqui con Repubblica e Messaggero, il ministro degli Esteri Emma Bonino racconta di aver informato il ministro dell'Interno e il premier Enrico Letta della vicenda Shalabayeva una volta venutane a conoscenza, il 31 maggio, quando la donna era già in Kazakistan.

Caso Shalabayeva, il governo revoca l’espulsione

Il Ministero dell’Interno revocherà il provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov prelevata e rimpatriata con la forza assieme alla figlia di sei anni in circostanze ancora poco chiare. Lo ha reso noto Palazzo Chigi, riferendo gli esiti dell’indagine annunciata il 9 luglio scorso dal presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Caso Ablyazov-Shalabayeva, la “figura miserabile” del governo italiano

“Una figura miserabile” l’ha definita il ministro Emma Bonino. E in effetti la vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva e della piccola Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Ablyazov, sta mettendo in profondo imbarazzo il governo italiano.

Egitto nel caos, scontri tra esercito e Fratelli Musulmani

È ormai guerra civile in Egitto dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi da parte delle forze armate. Questa mattina circa 42 persone sono state uccise durante una manifestazione pro-Morsi davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo. Secondo la versione dei Fratelli Musulmani (per i quali ci sarebbero anche 500 feriti), a sparare sarebbero stati i militari, mentre l’esercito riferisce di aver aperto il fuoco quando alcuni manifestanti hanno provato a fare irruzione nell’edificio.

Egitto, le incognite dell'era post-Morsi

Il presidente della Corte costituzionale egiziana, Adly Mansour, ha giurato come capo di Stato ad interim all'indomani della destituzione dell’ormai ex presidente Mohamed Morsi ad opera delle forze militari che hanno anche chiesto l’arresto di 300 esponenti del movimento dei Fratelli Musulmani.

Egitto, tutto pronto per il colpo di Stato

La situazione egiziana diventa ora dopo ora più calda e instabile. Alle ore 16.30 (ora locale, 15.30 italiane) del 3 luglio è previsto il termine ultimo dell’ultimatum delle 48 ore voluto dalle forze militari egiziane e che ha definitivamente separato la posizione dell’esercito da quella del presidente Mohamed Morsi: a questo, in linea con la posizione dei 'Tamorod', i ribelli, è stato chiesto l’allontanamento dalla carica pubblica.

Egitto, in migliaia in piazza contro Morsi

Oltre 14 milioni di persone occupano le piazze egiziane per chiedere le dimissioni del presidente Mohamed Morsi e nuove elezioni democratiche. Dall’inizio delle manifestazioni, secondo il ministero della Sanità, almeno 16 persone sarebbero rimaste uccise  e i feriti sarebbero migliaia.

Datagate, il Grande spione

“Non voglio vivere in un mondo dove tutto quello che dico viene registrato”. Questo il messaggio del 29-enne Edward Joseph Snowden, dipendente della compagnia Booz Allen Hamilton, che grazie alle sue capacità informatiche si è reso protagonista di una fulminante carriera al servizio della National Security Agency (Nsa), la superagenzia per la sicurezza nazionale potenziata da George W. Bush all'indomani dell'11 settembre. di Francesca Garofalo

Turchia, l'Europa divisa prende tempo

L’Unione Europea appare divisa sulla decisione di portare avanti il negoziato di adesione della Turchia nell’Ue, fermo da tre anni. Se Italia e Belgio sono favorevoli a continuare il processo di integrazione di Ankara, Austria e Olanda sono invece contrari, mentre la Germania prende tempo invitando a rimandare la questione di quattro mesi.

Brasile nel pallone, proteste e scontri

Un mare di persone (oltre un milione) ha invaso in questi giorni le strade delle principali città brasiliane: 300.000 solo a Rio de Janeiro. La situazione non accenna a calmarsi tanto che la Presidente Rousseff ha dovuto annullare la visita in programma in Giappone per indire una riunione di emergenza tra i ministri.