Povera Brexit! In fondo non se la meritava la fine che le han fatto fare gli stessi suoi promotori, rovesciando un vecchio adagio che enfatizzava in poche parole quel che succede quasi sempre dopo una competizione politica conclusasi con una parte vittoriosa e un’altra sconfitta. Che cioè poi va a finire che tutti saltano sul carro dei vincitori e la competizione si trasferisce sulla gara per stabilire chi era stato il primo a indovinare il vincitore… questa volta la gara è per saltare sul carro del perdente… a cominciare da Johnson e Farange e sia pure con l’espediente del ritiro a vita privata. di Silvio Pergameno
Difficile dire se Virginia Raggi, neo-sindaco di Roma, sia stata più infastidita dalle battute del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che l’ha definita “bambolina imbambolata” oppure dalle espressioni in sua difesa, all’insegna del bon ton e della correttezza istituzionale, pronunciate da Renzi e da Cuperlo all’unisono. Nei ruvidi modi del primo c’è almeno, forse sgradevole, una schiettezza d’animo, che si stenta a riconoscere nei secondi. di Luigi O. Rintallo
Il terzo grave attentato che in breve volger di tempo ha colpito la Turchia sembra aver persuaso il presidente Erdogan a rivedere la sua posizione nei rapporti internazionali. La Turchia è membro della NATO, ne rispetta i patti, ma in questo ambito probabilmente si limita al minimo e, tenuta fuori dall’Unione Europea nonostante decenni di insistenze per entrare, ha mirato a crearsi un ruolo prorpio nella zona mediorientale. di Silvio Pergameno
Brexit? Mah…?! Ma fatemi il piacere: Mi dispiace per gli inglesi, un popolo per il quale la mia stima è sempre stata profonda. Ma questa volta l’hanno fatta grossa. La sensazione è che questa volta tutto finisca nel ridicolo e certo che Tusk e Junker dovrebbero chiede il risarcimento dei danni… di Silvio Pergameno
Nel mare magnum di questioni difficili aperte dalla Brexit, sta appassionando in Italia la polemica sull’uso e abuso degli strumenti di democrazia diretta. Da più parti è stato stigmatizzato l’azzardo di Cameron – per codardia o per maldestro calcolo elettoralistico - di lasciar decidere le sorti di una nazione,e quindi e di un continente, alla pancia in disordine, più che alla testa, di una fetta della popolazione impaurita dall’incertezze del futuro e probabilmente anche in buona parte senza i minimi elementi per comprendere, nel bene o nel male, la reale posta in gioco.
Dal confronto sugli esiti del referendum del 23 giugno che ha portato all’uscita dall’UE del Regno Unito, vanno dipanandosi tre nodi problematici di grande rilevanza in questi anni. Il primo riguarda, evidentemente, il futuro dell’Europa dal punto di vista sia della prospettiva politica, che delle conseguenze sulla prosecuzione del processo iniziato con l’istituzione dell’euro. di Luigi O. Rintallo
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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