Ha ragione Antonio Polito . Le cause che hanno determinato il diffondersi dell'ondata populista prima in Europa e poi in America sono reali e non hanno nulla di irrazionale. Sono il portato di molte e convergenti crisi generate da una globalizzazione che mai nessuno si è proposto di governare e che ha in successivi momenti colpito e coinvolto l'intero mondo occidentale. C'è un impoverimento complessivo che investe non solo i ceti più deboli ma anche le classi medie e, per la prima volta, nel capitalismo occidentale il futuro per la maggioranza della popolazione promette un benessere assai inferiore a quello di cui hanno goduto le generazioni passate. di Gianfranco Spadaccia
Il fallito colpo di stato di avant’ieri in Turchia e per il quale sono stati accusati e arrestati migliaia di militari e di magistrati dimostra che, come accaduto altre volte in passato, anche questa volta una sollevazione per la democrazia è stata animata dai ceti che sempre, a cominciare dalla rivoluzione dei primi anni venti del secolo scorso e poi nei decenni successivi, avevano sostenuto la democrazia nel paese, una democrazia fondata su un laicismo rigoroso, su una cultura di stampo occidentale, sulla sostituzione della legge islamica con codici mutuati dalle democrazie europee, sull’introduzione dell’alfabeto latino… di Silvio Pergameno
Dall’intervista a Enrico Mentana su La7, trasmessa in “Bersaglio mobile” all’indomani della morte di Pannella, Giovanni Negri è ricomparso sulla scena politica e oggi promuove una convenzione che intende proporsi come polo aggregatore di tutti i radicali, i laici e la sinistra riformista, con l’intento di realizzare un’azione di governo che faccia uscire il Paese dalla palude stagnante e apra la fase della Terza Repubblica. di Luigi O. Rintallo
Dalle amministrative di giugno è ormai trascorso quasi un mese ed è quindi possibile tentare alcune osservazioni che vadano al di là delle prime impressioni del dopo voto. Premesso che sulla destra, al di là delle note questioni di rivalità nell’ambito del settore, non sembra che i risultati delle amministrative abbiano rivelato novità di rilievo, un panorama di déjà vu salvo la rivincita di Mastella a Benevento, le prime considerazioni possono essere dedicate ai vincitori, quei “5 stelle”, sulla cui fisionomia è peraltro difficile esprimere un giudizio complessivo, e quindi indicativo rispetto alle prossime consultazioni politiche, tranne che per il referendum costituzionale, sul quale il Movimento è schierato per il “no” e per la posizione rispetto all’”Italicum”che ormai “non si tocca”(più)… di Silvio Pergameno
Negli Stati Uniti la legge elettorale non cambia a ogni due per tre. Chi governa cerca alla brutte di modificare le carte in tavola a proprio vantaggio con un sistema un po’ più subdolo e sofisticato, ridisegnando quando serve i collegi elettorali secondo la distribuzione geografica del proprio elettorato registrata in quel momento. L’antica pratica, tutt’ora in auge, risale al 1800 e si chiama gerrymandering. In Italia, invece, non si usa il righello sulla cartina, ma si è soliti cambiare direttamente il sistema di voto, per venire incontro alle esigenza di chi vuole garantirsi il mantenimento del potere o, al massimo, evitare che lo stesso finisca completamente in possesso dell’avversario, sacrificando – se necessario - la governabilità sull’altare degli interessi di bottega mascherati da sacra e democratica difesa del diritti delle minoranze. di Antonio Marulo
Negare, negare sempre, anche l’evidenza. La regola aurea del tradimento amoroso pare sia stata fatta propria dal Movimento 5 Stelle per tutte le volte che si viene beccati in flagranza di reato pentastellato. La conferma ci arriva dalla travagliata formazione della storica giunta Raggi, con ritualità ancien regime non proprio edificanti. di Antonio Marulo
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