“Morto un referendum… se ne fa un altro”, potremmo dire adattando ai tempi che corrono un diffuso detto popolare…un altro referendum in ottobre che comunque potrebbe essere un bis di quello di aprile, nel senso che l’oggetto del contendere sarà rappresentato non tanto dalla legge sottoposta al voto quanto…. dal premier Renzi… a ben vedere a tutto vantaggio del medesimo, che infatti non sembra affatto disdegnare un’investitura uscita dalle urne, anche se formulata alla rovescia, con riferimento a un eventuale abbandono della battaglia. di Silvio Pergameno
Non c’è dubbio che con Tito Boeri all’Inps non poco sia cambiato, almeno nell’approccio ai problemi in materia di pensioni. Se non altro, lo scenario catastrofico per le generazioni future, da tema astratto, tutt’al più evocato come spauracchio a fini di propaganda nei dibattiti sterili dei talk tv, ha preso le forme concrete dei numeri calcolati sulla base di proiezioni plausibili come da legge Fornero. Si è cominciato, insomma, a guardare le cose in faccia, approcciando alla questione con una visione di medio-lungo periodo, in previsione di correggere la rotta di una nave destinata altrimenti al naufragio. di Antonio Marulo
Il modesto 32% cui si è fermato il quorum dei partecipanti – nonostante sul “sì” si fossero schierati Salvini, Di Maio, Brunetta… e un gruppo di vescovi – merita diverse considerazioni, anche sull’uso di questo strumento di democrazia diretta. di Silvio Pergameno
Il referendum che si svolgerà domenica prossima, 17 aprile, presenta aspetti giuridici, di merito e politici che rendono problematica la scelta dell’elettore. A differenza dei precedenti, non è stato promosso dalla raccolta di firme tra i cittadini, ma da nove consigli regionali. Sotto questo aspetto contiene in sé un elemento che modifica alquanto la natura di strumento di democrazia diretta, per il quale l’esercizio della sovranità popolare interviene a modificare la scelta operata dai rappresentanti con le leggi emanate in Parlamento... di Luigi O. Rintallo
Gianroberto Casaleggio, scomparso prematuramente proprio quando era sul punto di cogliere un esito in ogni caso significativo della sua opera, è una figura del panorama politico italiano sulla quale “Agenzia Radicale” deve – in ragione della sua storia e anche perché è un quotidiano che, sia pure solo per la sua diffusione, si avvale del web – necessariamente soffermarsi. di Silvio Pergameno
Il discorso che dobbiamo fare non è lungo, ma è complesso, non semplice e deve soprattutto essere calato in un contesto nel quale non può essere facilmente accolto, anche se proprio il momento politico attuale e la mancanza di orizzonti che lo contraddistingue rendono indispensabile accingersi all’opera. di Silvio Pergameno
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