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07/02/23 ore

RASSEGNA WEB

Angelo Panebianco: Questa fragile democrazia

Le ragioni della fragilità delle istituzioni democratiche in generale e di quelle italiane in particolare sono ben rappresentate dal seguente ragionamento tautologico: «La democrazia vive fin quando la maggioranza dei cittadini sceglie, liberamente, di appoggiare leader democratici. Se, altrettanto liberamente, i cittadini scelgono di dare il loro consenso a leader non democratici la democrazia muore»... di Angelo Panebianco (da Corriere della Sera)

Angelo Panebianco: La nuova difesa e i vecchi pacifismi

Comunque si concluda la guerra di aggressione in Ucraina, l’Europa si avvia verso il riarmo (anche l’Italia si è impegnata a incrementare le spese militari). La difesa europea cessa di essere l’idea un po’ velleitaria di un tempo, sta per diventare un fatto. Quasi certamente ciò alimenterà in Europa forme di protesta che si diranno ispirate al pacifismo e che avranno di mira i nuovi «guerrafondai». di Angelo Panebianco (da Corriere della Sera 21/3/2022)

Carlo Nordio: 'La parola ai cittadini sullo sfascio giustizia'

Parlando agli assistenti di studio, il Presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, ha detto ieri: «I referendum sono una cosa molto seria, e perciò bisogna evitare di cercare a ogni costo il pelo nell’uovo e buttarli nel cestino». Poiché sulla sorte degli otto referendum proposti dai radicali e dalla Lega la Corte si pronuncerà tra pochi giorni, può sembrare singolare che chi la rappresenta intenda anticiparne la decisione. Ma in realtà non è così... di Carlo Nordio * (da Il Mattino)

Amici della Terra: Caro Report, il Barbastello e l'Informazione Sono Cose Serie

Quello che segue è il testo integrale di una lettera, pubblicata dalla Newsletter degli Amici della Terra l’Astrolabio e inviata alla redazione di Report, Rai 3, dopo un servizio, dedicato a nuovi progetti eolici, redatto con inammissibile superficialità (nella migliore delle ipotesi). Il prof. Danilo Russo*, esperto di chirotteri, scrive dell’importanza della biodiversità che non può essere inutilmente irrisa. Non solo, impartisce una vera e propria lezione di informazione corretta, di uso imparziale del servizio pubblico, di rispetto delle leggi e delle istituzioni. Ovvero, di condizioni essenziali per la democrazia.

Carlo Nordio: Riforma a metà. Il potere dei pm e il (fragile) segreto istruttorio

Nel benemerito indirizzo di recuperare la dignità dei cittadini, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha fatto approvare la legge che vincola le Procure a parlare con una voce sola, a limitare comunque le interviste, e soprattutto a ribadire il principio di presunzione di innocenza degli inquisiti. Era tempo. Il nostro sistema penale, infatti, si occupa essenzialmente di tre categorie: dell’imputato sottoposto al processo; del condannato in esecuzione della pena; e delle vittime da risarcire. Ne è sempre rimasto fuori il malcapitato, iscritto per anni nel libro degli indagati, che nel frattempo è stato massacrato dalle insinuazioni, vilipeso dalla stampa e, se ricopre cariche politiche, emarginato dai colleghi, soprattutto se amici. di Carlo Nordio (da Il Messaggero)

Il probabile tramonto del Natale la certa implosione di un papato

La commissaria europea all'Uguaglianza, la maltese Helena Dalli, ha ritirato il documento sulle linee guida della comunicazione interna dell'Unione dichiarando che non soddisfa gli standard di qualità della Commissione e che lavorerà ulteriormente sul documento denominato Unione dell’uguaglianza. I professionisti dell'ottimismo sono appagati, Forza Italia rivendica il merito del ritiro del documento, Fratelli d'Italia:Una nostra vittoria, fermato il politically correct. Italia Viva:Bene il ritiro, era assurdo e sbagliato, e così di seguito. Come di consueto tutto è letto, tradotto e ricondotto in chiave domestica:l'importante è intestarsi anche una pirrica vittoria. Purtroppo, il ritiro ha molti padri ma pochi credibili analisti. di Vincenzo Olita* (da Società Libera)

Violante: «Riforma del Csm? Chi la ostacola ha paura di perdere potere…»

«L’autogoverno della magistratura è diventato purtroppo autoreferenzialità e separatezza». A dirlo è Luciano Violante, ex presidente della Camera ed ex magistrato, secondo cui per risolvere le storture interne al mondo delle toghe non basta una legge. Di fronte alla questione morale che attanaglia ormai da tempo la magistratura, infatti, l’unica soluzione è che la stessa riacquisti credibilità. E il metodo è già scritto nella Costituzione: «Servono onore e disciplina». Ma di fronte al tentativo di sconvolgere i sistemi di potere «c’è una certa resistenza». di Simona Musco (da Il Dubbio)

Galli della Loggia. Un procedimento singolare: ecco perché io difendo Becciu

«Potrebbe farmi velo la conoscenza personale che ho dell’imputato. Ci sono uomini di Chiesa che danno subito l’impressione di custodire nel cuore una fede»... Il processo a carico del cardinale Angelo Becciu di cui inizia domani in Vaticano la seconda udienza è la replica a oltre un secolo di distanza — in una sede davvero inimmaginabile — di un processo celebre: quello ad Alfred Dreyfus: il capitano ebreo dello Stato Maggiore francese, vittima innocente del feroce pregiudizio antisemita delle alte gerarchie militari francesi e condannato all’ergastolo nel 1894 sotto l’accusa di spionaggio a favore della Germania. Lo è perché ogni processo in cui la condanna appare essere stata già decisa in anticipo mediante la fabbricazione di prove palesemente false e in cui l’imputato è di fatto un capro espiatorio, è una replica sostanziale di quell’evento. di Ernesto Galli della Loggia (da Corriere della Sera)

Paolo Mieli: L’esitante Europa di fronte alle crisi mondiali

Adesso che, con l’uscita dell’ultimo militare americano, in Afghanistan si è voltata pagina, va detto che negli ultimi giorni l’atteggiamento dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti è stato poco generoso. Assai poco generoso. Nell’antico continente si sono levate voci quasi esclusivamente critiche come se noi europei negli ultimi venti anni o anche negli ultimi venti giorni fossimo stati coinvolti solo inconsapevolmente in quell’avventura. di Paolo Mieli (da Corriere della Sera)

È tempo di liberare i palestinesi da Hamas e dall’Iran, di Ali Al Nuaimi (da Newsweek)

Lo scorso agosto siamo entrati in una nuova era: 70 anni di stallo sono stati scambiati per un'era di maggiore convivenza. La firma degli Accordi di Abramo tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele che ho aiutato a mediare è stata una mossa audace e coraggiosa che ha promesso di fare finalmente progressi dove tutto il resto aveva fallito. Dopo il recente conflitto con Gaza, però, molti pensavano che gli Accordi di Abramo fossero morti. Dov'era la pace promessa, con i razzi che volavano? … di Ali Al Nuaimi * (da  Newsweek)

Bassem Eid: Questo non ha niente a che fare con Sheikh Jarrah (*)

Bassem Eid - dice il sito Wikipedia - è un palestinese che vive in Israele e ha una lunga carriera come attivista palestinese per i diritti umani. Il suo focus iniziale era sulle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate israeliane, ma per molti anni ha ampliato la sua ricerca per includere le violazioni dei diritti umani commesse dall'Autorità Palestinese (AP) e dalle forze armate palestinesi sul proprio popolo. Ha fondato il Palestinian Human Rights Monitoring Group nel 1996, sebbene abbia cessato le attività nel 2011. Attualmente lavora come analista politico per la TV e la radio israeliane e ha un blog sul sito di The Times of Israel. Quello che segue è la traduzione di un suo intervento sulle vicende di queste ore sul conflitto tra Hamas e Israele…