"Passo dopo passo": è questo il nome del sito lanciato dal presidente del Consiglio per permettere ai cittadini di verificare l'operato del governo nei prossimi mille giorni. Un espediente ideato per rispondere alle accuse di "annuncite", ma che ad una prima vista non sembra in grado di fugare i dubbi attorno alle tendenze propagandistiche e sloganistiche dell'esecutivo guidato da Renzi. di Ermes Antonucci
Dunque, giunti a fine agosto, a Renzi tremano i polsi. Lo ha scritto in un messaggio ai militanti del Pd alla vigilia della festa dell’Unità di Bologna a proposito delle aspettative che gli italiani ripongono sul Governo. Aspettative che lo stesso premier ha via via creato, da quando rasserenò Enrico Letta per l’urgenza di cambiare le cose e salvare il paese. di Antonio Marulo
La strategia dell'esecutivo, in linea con quanto suggerito dal presidente Napolitano, sarebbe quella di concentrarsi su pochi ma trasversali punti di riforma, rimandando a data da destinarsi − presumibilmente metà settembre − la discussione sulle cosiddette questioni divisive, quelle cioè che rischiano di produrre strappi irrimediabili nella coalizione di maggioranza. Con il pericolo, però, di delineare alla fine interventi solo marginali per riordinare l'elefantiaca macchina della giustizia. di Ermes Antonucci
Il lancio ferragostano di un eventuale prelievo dalle pensioni superiori a un certo reddito da stabilire ha occupato le cronache politiche. Dopo l'intervista del ministro Poletti, che ipotizzava l'abbassamento dell' "asticella" al fine di raccogliere cifre più consistenti, l'opposizione di Forza Italia ha denunciato il tentativo di fare cassa a spese di un certo medio già fin troppo tartassati, mentre da parte sua l'esponente del PD, Patriarca, ribatteva: " ... si pretende che il governo Renzi in pochi mesi faccia di più di quanto non hanno realizzato in venti anni gli esecutivi Berlusconi. Nei fatti i governi di centrodestra hanno tagliato tagliato le politiche sociali, aumentato la povertà, portato a livelli massimi lo spread" (Corriere della sera, 18 agosto). di Luigi O. Rintallo
"Ci tenevo a cogliere l'occasione per dire, semplicemente, che ho avuto un intervento al fegato e l'andamento è stato ottimo. Volevo dimostrarlo anche facendo sentire la mia voce.
Il -0,2% di Pil registrato nel secondo trimestre dell'anno ha ufficialmente rispedito l'Italia in recessione. La caduta sarebbe così preoccupante da mettere in dubbio ora anche le previsioni più pessimistiche circa la soglia che il prodotto interno lordo raggiungerà a fine anno. Non si tratta di disfattismo, ma solo di realismo: ciò che è completamente mancato negli ultimi mesi (e anni), compresi quelli "renziani". di Ermes Antonucci
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