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16/12/17 ore

TEATRO

Al Teatro Erkel di Budapest Rossini è la contemporaneità della sua Italiana ad Algeri

L’Opera sorprende al primo impatto. L’apertura del sipario svela un gruppo di sinuose Cat Woman, tutte nel tipico, minimalista, lattice nero e in alcuni casi dorato. Si muovono con grazia ferina sullo spazio di un’essenziale eleganza pur nell’intensa allusività esotica (scenografo:Balazs Csiegler), suddiviso in tre piani prospettici susseguenti, quelli della reggia di Mustafà (Bakonyi Marcell) ricco e potente Bey di  Algeri, manco a dirlo, sciupafemmine incallito. di Vincenzo Basile

Vampirok Balja. Il primo morso affascina il secondo incanta

All’inizio fu Tanz der Vampire, il film del 1967. Poi il titolo originale fu ingentilito per il pubblico americano nel più frivolo Pardon Me, But Your Teeth Are in My Neck(da noi “Per favore non mordermi sul collo”), con l’intento di dare più risalto alla componente comica e parodistica. di Vincenzo Basile

Conversazione con Pamela Villoresi, voce recitante di una Duse passionaria e innamorata della libertà

Una performance intesa e molto coinvolgente. Il pubblico ha manifestato il suo consenso con lunghi applausi. Pamela Villoresi ha vissuto come voce recitante il personaggio di Eleonora Duse nel recital "La musica dell'anima" che Todi Festival ha proposto al Teatro Comunale in prima nazionale. Il bel testo è di Maria Letizia Compatangelo e lo spettacolo è stato accompagnato da Marco Scolastra che al piano ha fatto rivivere il rapporto indissolubile tra la Duse e la musica... (G.R.)

“Senza glutine”

Dal 26 aprile al 7 maggio prossimo è in scena al Teatro Argot Studio di Roma “Senza Glutine”, spettacolo nato da un testo di Giuseppe Tantillo, autore palermitano che ne ha curato la regia insieme con Daniele Muratore e che è presente anche sul palco in qualità di attore. di Regina Picozzi

Rosso Angelico, del Teatro Tascabile di Bergamo, apre il Meeting Internazionale di Budapest

Il ghigno della Morte, che indossa il tipico saio di juta con l’immancabile cordone, è tenero, soave, sensuale. E tale rimane anche quando l’emittente si ottuplica. Non sbeffeggia la vita piuttosto, smascherando la futilità del suo ambire a rincorrere il senso, il futuro, le vanità, gli alibi etici, metafisici e spirituali, ne diventa l’apoteosi. di Vincenzo Basile

Wagner e il suo Siegfried all’Opera di Budapest

Scrivere l’intera saga dei Nibelunghi costò al suo autore oltre un ventennio. Dal 1856, quando inizia a scrivere le prime scene di Sigfrido, fino al 1876, anno della prima rappresentazione integrale a Bayreuth, la Tetralogia subì infatti una lunga interruzione, durante la quale Wagner fu immerso anche nella composizione di Tristano e Isotta e I maestri cantori di Norimberga. di Vincenzo Basile