Sebbene si svolga in tempo di Quaresima, la campagna per il prossimo referendum confermativo sulla riforma della magistratura del 22/23 marzo ha assunto modi e forme di una carnevalata. Come è tipico del carnevale, oltre a mascherarsi, l’attività prevalente è consistita nella sospensione di ogni logica o ragione sino al punto di produrre giustificazioni discordanti delle posizioni assunte sul tema oggetto del voto. A cominciare dalle due principali motivazioni relative al giudizio sulla riforma approvata dal Parlamento nello scorso ottobre: che essa sia, in realtà, irrilevante o comunque poco influente sulla giustizia italiana, o – viceversa – che incida nel profondo sul modo di esercitarla nel Paese… di Luigi O. Rintallo

In epoca di verità alternative e di post-verità, le bugie hanno le gambe lunghe. Per questo conviene dirle, quando non si hanno argomenti fondati per convincere gli elettori a dire No alla separazione delle carriere dei magistrati. Ma ciò potrebbe non bastare. Per vincere la contesa referendaria è necessario mobilitare il popolo di sinistra affinché si comporti, per esempio, come l’eroe di Riace, Mimmo Lucano, che voterà “No, ma con tormento, contro Meloni…”; o che la pensi come l’ex presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che vuole il No vincente, “perché sarebbe la prima vera sconfitta di Giorgia Meloni e delle destre nel nostro Paese”; o che sia convinto, come il boss del Pd romano, Goffredo Bettini, che se “la Meloni dovesse vincere il referendum, avrebbe le condizioni per instaurare una permanente svolta autoritaria”. Insomma, affinché vinca il No serve che una buona parte degli elettori di sinistra, prescindendo dal merito, si lasci persuadere da chi sta rinnegando le proprie idee per cinico calcolo politico… di Antonio Marulo
Molti amici mi hanno chiesto in privato che cosa penso del referendum sulla riforma della giustizia. Un richiesta che mi ha sorpreso, perché mi sembrava talmente ovvio che accusa e giudizio debbano essere distinti, e che si debba impedir loro di farsi piedino nei corridoi dei palazzi di giustizia, che non pensavo nemmeno che ci si dovesse interrogare in proposito. L’attuale sistema, varato dal ministro Grandi nel 1941 e da allora sopravvissuto al crollo del Fascismo in forme pressoché immutate, rispondeva perfettamente alla concezione autoritaria del regime, ma trasportato in una democrazia ha poco senso ed è praticamente un unicum in Europa, e credo nell’intero Occidente… di Giulio Leoni (dal suo sito Facebook)
Il 22/23 di marzo andremo a votare per il referendum confermativo sulla riforma della magistratura approvata nell’ottobre scorso dal Parlamento. Evidentemente, è una pura illusione che vi possono essere toni pacati e razionali, ma quello che maggiormente emerge è che abbiamo assistito e stiamo assistendo anche in queste ultime ore ad un’accelerazione che ha preso un ritmo politico decisamente grave. In queste ore, se ne parlava poco fa con il professor Maiello, avvengono incidenti soltanto perché vi sono degli oratori che intervengono per affrontare, dal punto di vista del SI, il quesito referendario a testimonianza di come in realtà questa estremizzazione ha radici profonde e ed è rivelatrice di quello che io chiamo una crisi politica. L’Italia è oggi un Paese oggettivamente in declino che ha nella questione giustizia una delle concause. Non è in grado neanche di percepire che una delle ragioni di questo declino, questo è il nostro punto di vista come «Quaderni Radicali» e « Agenzia Radicale», è legato proprio alla mancata azione di riforme di cui c'era bisogno… Riforme che riguardano la magistratura, riforme che riguardano la Costituzione… Nella conversazione che segue Giuseppe Rippa, direttore di «Quaderni Radicali» e « Agenzia Radicale» ne parla con il professor Vincenzo Maiello, avvocato e ordinario di Diritto penale nell’Università Federico II di Napoli e Claudio Signorile, professore di Storia moderna nelle Università di Roma e di Sassari e di Storia contemporanea nell’Università di Lecce, oltre che parlamentare socialista e ex Ministro dei trasporti.
- Referendum: SI per frenare il declino. Conversazione con V. Maiello, C. Signorile di G.Rippa (Agenzia Radicale Video)
Nel 1997, la commissione bicamerale per le riforme costituzionali, presieduta da Massimo D’Alema, discuteva la cosiddetta “bozza Boato” (dal nome del senatore dei Verdi Marco Boato) con la quale si prevedeva la separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti. Sul tema Agostino Viviani (nonno materno di Elly Schlein), a lungo esponente del PSI e vicino al partito radicale e alle sue battaglie, allora membro laico del CSM, si esprimeva in favore delle modifiche in questa intervista del 27 marzo 1997 rilasciata a Luigi O. Rintallo, ora raccolta nel libro Quando avvelenarono i pozzi e si fece il deserto reperibile su Amazon... di Luigi O. Rintallo
L’improvvisa scomparsa di Koyo Kouoh, che avrebbe dovuto curare la Biennale di Venezia 2026, ha dato il via a una vicenda singolare: la selezione di 111 artisti tra i quali non figura nemmeno un italiano e il Padiglione Italia viene assegnato “d'ufficio” a Chiara Camoni. Viene da chiedersi: la curatrice non ha fatto in tempo a includerli, o il problema è più profondo?… di Giovanni Lauricella
Presentato in anteprima all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, The Testament of Ann Lee, diretto da Mona Fastvold, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a Spirit Awards… di Giovanna D’Arbitrio
La Giustizia è sempre stata al centro delle battaglie radicali. Quaderni Radicali e Agenzia Radicale hanno dedicato numerosi numeri e articoli al tema. “La questione giustizia segna una delle tappe più acute di quella che storici e analisti politici hanno definito la “china discendente che l’Italia ha imboccato e dalla quale è sempre più difficile risalire …?”. La risposta non può che essere si…La questione giustizia - scrivevamo - riassume in modo emblematico tutto il senso della crisi che il nostro Paese vive… può essere definita la radiografia più evidente, ma anche la più deformata degli strumenti di guida politica (consociativi e compromissori, concertativi e elitari) della direzione politica e di potere del Paese, con i caratteri profondi e pervasivi delle culture antirisorgimentali, maggioritarie nel dopoguerra che avevano (e continuano ad avere, a destra come a sinistra), un assetto squisitamente illiberale….”. L’avvocato Fabio Viglione è intervenuto numerose vote sulla rivista. Nel numero 104 (speciale dicembre 2009), proprio sul tema delle separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (che è oggi al centro del referendum confermativo su cui i cittadini sono chiamati al voto il 22 e 23 marzo) richiamava come fosse l’argomento sempre caratterizzato da polemiche e scontri. Quella che segue è appunto una conversazione di Viglione con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale…
- Referendum Giustizia: SI a una riforma necessaria. Conversazione con Fabio Viglione di Geppi Rippa (Agenzia Radicale Video)
Col suo orrendo volto, l’ultimo giorno di febbraio 2026, è iniziata la Terza Guerra del Golfo. Che ha il suo tragico epicentro simbolico nello Stretto di Hormuz, dove si confrontano le forze iraniane e gli Stati Uniti e Israele (ma non solo), come un nodo che minacci il respiro. L’immagine de “il destino a due teste” con cui termino è la traduzione di Giorgio Ieranò (Mondadori, 1997) dell’inizio del verso 850 dei “Sette contro Tebe” di Eschilo.
La speranza consolatoria che da qualche parte possano esistere un centro, un punto di comando, un luogo dove il caos si organizzi, un principio che governi oggi è più forte e diffusa che mai. L’Intelligenza Artificiale prende il posto di ciò che la filosofia politica chiamò Sovrano, la modernità chiamò Stato. l’economia chiamò Mercato. Ogni epoca costruisce il proprio candidato al ruolo di governatore del reale. Ogni epoca crede di aver finalmente trovato quel proprio centro che non esiste, perché non può esistere: Non per limiti tecnici ma per limiti ontologici. Ciò che cambia tutto è che il reale non coincide mai con ciò che appare: la proposizione semplice ma devastante è che gli oggetti e le entità tendono a ritirarsi anche se, falsamente e inconsapevolmente e raramente consapevolmente, mostrano di offrirsi anche come utensili da condividere con gli altri nelle relazioni incorporate e terrestri, e per gli altri nella noosfera tecnologica.… di Raffaele Cascone (da Il Macroscopio)
In una campagna elettorale referendaria è, purtroppo, una pura illusione ritenere che si possa discutere esclusivamente in termini pacati e razionali dei termini del provvedimento che è oggetto della consultazione, valutandone serenamente i pro e i contro. Occorre, realisticamente, accettare che la comunicazione si semplifichi affidandosi a parole d’ordine apodittiche o a slogan riassuntivi. Slogan che più che alla ragione si appellino alla emotività di ciascuno, sollecitando risposte istintive e non meditate… di Maurizio Griffo * (da Mente Politica)
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |
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