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20/01/18 ore

RASSEGNA WEB

Primarie americane, come funzionano

In questi giorni in cui in Italia si parla parecchio di primarie e regole delle primarie, molti citano come esempio le primarie negli Stati Uniti. Su come funzionino le cose là, però, circolano spesso imprecisioni e una certa dose di vaghezza. La prima cosa da sapere a proposito delle primarie americane, infatti, è che ogni stato si fa le sue regole per le sue primarie: quindi ci sono molti modelli diversi, nessuno “ufficiale”, e fare un quadro semplice è impossibile. (da ilpost.it)

“Jobs, il genio da un dollaro al mese”

Parla Jay Elliot ex number 2 di Apple

 

«STEVE JOBS non aveva mai denaro con sé e neppure carte di credito. Semplicemente non gli interessava, non ci pensava. A volte pagavo io o qualcun altro che era con lui. Aveva un salario di un dollaro. Quando Tim Cook è entrato ha ricevuto stock options a valore garantito per 385 milioni di dollari a 10 anni». Jay Elliot è stato per anni l’ombra, ovvero il vicepresidente esecutivo, di Steve Jobs, morto un anno fa, il 5 ottobre 2011.

L’America che mette il freno al boia

Processi rifatti e condanne cancellate, vite salvate a un passo dal gong; ma anche esistenze cancellate da un’iniezione letale. Dal 1989, l’anno in cui il test del Dna entrò massicciamente nel sistema giudiziario americano, oltre 2000 persone - verso il braccio della morte o condannate a pene pesanti - hanno visto i loro casi riaprirsi, in oltre 300 casi grazie al test del Dna, in altri per errori procedurali durante la raccolta delle prove o per come sono state ottenute le confessioni.

Ergastolo ostativo, una pena senza fine

di Adriano Sofri

(da La Repubblica)

 

Vorrei cominciare da una domanda: voi sapete che cos’è un ergastolo ostativo? Non è un espediente retorico: io stesso, che mi picco di conoscere le faccende penitenziarie, ho appreso solo di recente che esiste, dal 1992, una cosa che si chiama ergastolo ostativo.

Franco Fiorito, l'uomo che tirava le monetine a Craxi

di Marco Palillo (thefrontpage.it)

 

Franco Fiorito vent’anni fa era un giovane corpulento missino che tirava le monetine sotto l’hotel Raphael a Bettino Craxi. Ci tiene a ricordarlo con un punta d’orgoglio, quasi questa fosse una preziosa attenuante da spendere con l’opinione pubblica ancora intrisa da un odio viscerale nei confronti del ” Cinghialone”. E sì perché una volta er Batman stava dalla parte giusta, combatteva  gli “sporchi malfattori”,  faceva parte dei ” puri”, voleva fare la rivoluzione.

Movimenti, il fronte del No

di Andrea Spinelli Barrile

Ad aprire la strada sono stati i NoTav, nati per esprimere il dissenso contro la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Ma col tempo, da un lato all'altro dello Stivale, si sono moltiplicati i movimenti del 'No'. Pronti a contrastare, di volta in volta, una nuova minaccia ambientale: trivellazioni petrolifere, inceneritori, gasdotti, antenne radar.

Laziogate, Bonino: "Il Pd salvò la spartizione"

Nel 2010 chiedevo l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati nelle aziende che fanno capo alla Regione. Molti compagni anche del Pd mi dicevano: vacci piano con la trasparenza. di Concita De Gregorio (da repubblica.it)

Stato sociale, c'era una volta...

Il nostro Stato sociale si è trasformato in una macchina che tassa le classi medio-alte e fornisce servizi non solo ai meno abbienti (com'è giusto che sia) ma anche alle stesse classi a reddito medio-alto. Questo giro di conto, con aliquote alte, scoraggia il lavoro e la produzione. Non solo, ma gli evasori ne traggono vantaggio; infatti beneficiano dei servizi pubblici gratuiti o quasi senza pagare le imposte…di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (da corriere.it)

Rivolte arabe. Medioriente sull'orlo del fondamentalismo

di Roberto Aliboni

 

Per la seconda volta ci sono state a Bengasi violente manifestazioni di protesta per blasfemie occidentali riguardanti il Profeta. Anni fa furono contro il consolato italiano per la maglietta satirica sul Profeta che l’allora ministro Calderoli provocatoriamente indossò e mostrò in pubblico.

Dal “New York Times” a “La Repubblica”, il mondo arabo allo specchio del Memri

di Thomas L. Friedman

 

Lunedì il responsabile della redazione del Times al Cairo ha riportato le parole di uno dei manifestanti egiziani fuori dall'ambasciata degli Stati Uniti: giustificando le violenti proteste della settimana scorsa, Khaled Ali ha dichiarato: "Noi non insultiamo nessun profeta, né Mosé, né Gesù. Perché dunque non possiamo esigere che Maometto sia rispettato?". Ali, un operaio tessile di 39 anni, reggeva un cartello riportante la scritta in inglese "Chiudi il becco, America".

La libertà non è un rischio

di Pierluigi Battista

 

Non suscitano nessuna simpatia gli oltraggiatori della fede altrui, i professionisti della blasfemia, il bullismo esistenziale di chi offende con protervia i sentimenti religiosi di chicchessia. Ed era proprio indispensabile incendiare ancora le piazze islamiche con le vignette del Charlie Hebdo, mentre le autorità francesi annunciano per venerdì la chiusura di scuole e ambasciate e cercano di prevenire il peggio nelle strade di Parigi?