Un passo avanti, e non vuol essere paradosso o provocazione, ma la protesta di otto paesi dell’Unione Europea contro l’intenzione di Francia e Germania di riprendere (finalmente) il processo di integrazione dell’Europa rappresenta un sicuro passo avanti proprio su questa strada. È una valutazione ai fini della chiarezza delle posizioni, con un giudizio analogo a quello a suo tempo espresso sulla Brexit, anche se perdere dei compagni di viaggio non fa certo piacere. Del resto gli avversari dell’integrazione europea sono tanti, e spessissimo la loro opera si insinua nel campo dei vantaggi (secondo loro) che ne verrebbero al famoso interesse nazionale. di Silvio Pergameno
Quando nel 2013, l’allora segretario del PD Bersani, dopo aver conseguito la “non vittoria” alle elezioni, iniziò le consultazioni per formare il governo, gran parte della stampa realizzò un pressing sul Movimento 5 stelle affinché accettassero di sostenerlo rinunciando allo “splendido isolamento”. Finì con Bersani umiliato durante l’incontro in streaming con i neo-parlamentari Roberta Lombardi e Vito Crimi. di Luigi O. Rintallo
Non crediamo valga la pena di dedicarsi all’esercizio delle congetture su quale sarà la composizione del nuovo governo, se non per rilevare che le urne questa volta non sono state menzognere, ma hanno confermato – e anzi rafforzato - i pronostici della vigilia, nel senso che il 5 marzo ci saremmo trovati con un Parlamento nel quale non sarebbe stata presente nessuna maggioranza omogenea. di Silvio Pergameno
Finalmente è arrivato il 5 marzo. Durante la campagna elettorale quando qualche sconsiderato (…?) chiedeva quali prospettive ci fossero per il nuovo governo dopo le elezioni, tanti rispondevano che bisognava aspettare l’esito del voto, risposta anche giusta, ma insieme una scusa per trarsi d’impaccio. Ora ci siamo, ma l’interrogativo rimane ancora senza risposta. La prima indicazione verrà ora Presidente della Repubblica, con la fornitura dell’incarico a formare il nuovo governo, ma comunque i partiti e le formazioni politiche tutte, vincitori e perdenti, dovrebbero ben dedicarsi a profondi esami di coscienza. di Silvio Pergameno
Siamo ormai al voto e ci arriviamo in una condizione di vuoto. Proprio mentre in Germania i due maggiori partiti bloccano i populisti e in Francia prende corpo il rilancio dell’Europa, qui in Italia sono mancate proposte adeguate alle sfide di oggi; e solo negli ultimi giorni, da parte di alcune forze politiche è arrivato qualche discorso sensato. Soprattutto nessuno ha aggredito il problema più grosso: quello dell’astensionismo. Qualcuno ha cercato di sfruttarlo; ma non è la stessa cosa. di Silvio Pergameno
Leggere l’intervista di Massimo Rebotti a Marco Travaglio, pubblicata dal «Corriere della Sera», serve se non altro a capire una parola che può risultare ostica come “autoreferenzialità”. Non che sia anomalo che i giornalisti si intervistino tra loro, ma certo è singolare come sempre più essi si pongano al centro della scena in questi tempi di campagna elettorale. di Luigi O. Rintallo
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