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24/08/19 ore

DIRITTI E LIBERTA'

Ru486 e pillola del giorno dopo, destini italiani a confronto

“Non vi è più alcuna scusa per non usare la Ru486 negli ospedali italiani”. Sono queste le parole utilizzate da Silvio Viale, responsabile del Servizio unificato di Interruzione volontaria di gravidanza dell'Ospedale Sant'Anna di Torino, per commentare i dati relativi a 3031 donne che, alla data del 30 settembre 2012, hanno dovuto affrontare un aborto all'ospedale torinese.

Tortura: ratificato il Protocollo Onu, manca ancora il reato

Il via libera definitivo e bipartisan della Camera (483 voti a favore, 8 astensioni e nessun contrario) alla legge di ratifica della Convenzione Onu contro la Tortura, giunto tre settimane dopo l'ok del Senato, mette fine a una situazione di stallo legislativo che in Italia dura da anni. Il Parlamento dovrà adesso approvare un apposito disegno di legge per l'introduzione del reato di tortura nel codice penale e dovrà inoltre disporre l'istituzione di un'apposita Autorità nazionale indipendente per la protezione e la promozione dei diritti umani, necessaria per una applicazione concreta ed efficace della Convenzione.

Aborto, alla Regione Lazio è un diritto poco garantito

Nonostante in Italia esista una legge che consente alle donne di sottoporsi ad un'interruzione volontaria di gravidanza, le abitanti del Lazio hanno grandi difficoltà a poter usufruire di questo loro diritto. La situazione è talmente grave che l'Associazione Luca Coscioni e l'Aied (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Roma un esposto sulla violazione di questa legge, la numero 194 del 1978.

Amnistia, la Cei ne condivide la necessità e l'urgenza

"Senza dubbio la necessità di una amnistia si impone, per affrontare il problema del sovraffollamento nelle carceri e anche per superare le condizioni ambientali spesso insostenibili." A parlare è il Mons. Domenico Pompili, sottosegretario e portavoce della Conferenza episcopale italiana, intervistato ieri nel corso della trasmissione Radio Carcere di Radio Radicale.

Disabili, Censis: in Italia bisogni ignorati

L'Italia è il Paese che spende meno per la protezione sociale delle persone con disabilità, rispetto agli altri membri dell’Unione europea, e quello in cui permane un sistema assistenzialistico incentrato sulla delega alle famiglie (troppo spesso abbandonate dalle istituzioni), che non offre servizi e strutture adeguati, non valorizza loro potenzialità e non favorisce l’inserimento lavorativo e l’inclusione scolastica.