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02/07/26 ore

ESTERI

Ma c’è chi vuole un Iran con il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa

Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra - riportano le Agenzia di stampa . Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. (Sky TG24)… L'intesa dovrebbe essere  firmata venerdì a Ginevra e non è nota nel dettaglio - scrive l’AdnKronos - … Ma in ogni caso sono non pochi i punti che restano aperti… Le parti quindi negozieranno per un accordo ulteriore sul programma nucleare iraniano, uno dei nodi più delicati. Nella conversazione conversazione che segue, il prof. Francesco Sisci, analista politico, sinologo, giornalista discute con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa, dei potenziali nodi di un accordo ancora difficile e che, se potrebbe portare alla chiusura nell’immediato del conflitto, non risolve le posizioni divergenti in particolare sul programma nucleare iraniano e sulle sue implicazioni future…

 

- Ma c’è chi vuole un Iran con il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)



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Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. La corsa dei ‘cosiddetti liberali’ al centro



Paolo Pavolini nella sua introduzione al libro Verso il regime (di Mario Boneschi, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi), nel 1950 si poneva il quesito su che cosa era un regime. “È un sistema politico nel quale una parte esercita il potere secondo le proprie parziali concezioni, senza possibilità di ricambio, forzando gli istituti politici e aggirandoli, comunque creando un sistema di … dittatura morbida… 

 

Il nostro welfare all’amatriciana, quello che ha insediato la crepa, divenuta voragine, del disastroso debito pubblico e nel quale i due pilastri di uno stato sostanzialmente anti-liberale, spinti dalle rispettive culture tutt’altro che liberali e democratiche - quella sanfedista e quella marxista leninista - hanno finito per stabilire una dittatura dai passi felpati capace di imbrigliare l’immenso e semplicistico elettorato moderno … ridefinendo il lecito, il legittimo. il costituzionale per “salvarlo” delle sue illusioni liberali e democratiche, dalle sue stanchezze, dalle sue collere…”. 

 

Così nell’editoriale del numero 44/45 di Quaderni Radicali dell’estate 1995 dal titolo provocatorio Siamo tutti liberali mettemmo in evidenza il paradosso di chi ha fatto finta di manifestare l’intenzione di un profondo rinnovamento sia a sinistra come a destra. Peccato che nulla è avvenuto mai in termini culturali, politici, sociali… Oggi siamo allo stadio avanzato di un processo che definisce una sempre più accentuata polarizzazione senza nessun reale cambiamento.

 

Ecco allora l’agitarsi di una parte dei residui alogeni di questo sistema per cercare di ritagliarsi uno spazio in un presunto centro con un profilo liberale di cui non hanno nessuna consapevolezza ma soprattutto senza avere alle spalle nessuna battaglia autenticamente liberale e per lo Stato di diritto. 

 

C’è chi parla di una folla di neo movimenti che si definiscono liberali (qualcuno non si sa se per scherzo o goliardia dice di aver monitorato 27 pseudo aggregazioni)… tutti ovviamente rigorosamente privi di qualsiasi profilo di cultura liberale

 

In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Geppi Rippa la sua opinione in proposito…

 

- Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. La corsa dei ‘cosiddetti liberali’ al centro (Podcast on Spotify)

 

 


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