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11/08/20 ore

Video Flash

I "Grillo Member of Parliament" devono fare solo quello che dice lui...

 Il “movimento5stelle” di Beppe Grillo, in previsione di un ingresso in parlamento (tutti i sondaggi danno per certo un numero significativo di eletti) si è dato (o forse lo ha dato Casaleggio a Grillo e lui agli adepti) un “codice di comportamento ...

 

chi ha voluto l'alleanza con Di Pietro?

 

“La difesa lancia in resta della procura di Palermo scava un nuovo solco tra il Pd e Di Pietro. Sì, perché l’ex pm, dopo la decisione del capo dello stato di far ricorso contro le intercettazioni sulla presunta trattativa con Cosa nostra, non si lascia sfuggire l’occasione per un nuovo attacco a Giorgio Napolitano, confermando la linea aggressiva seguita nelle settimane scorse” – così uno dei quotidiani del Partito Democratico “Europa” descrive lo stato dei rapporti tra il Pd e l’Italia dei Valori dell’ex pm.

 

“Ho trovato le parole di Di Pietro francamente indecenti“. Così Pierluigi Bersani, intervistato da Mario Orfeo alla Festa dell’Unità di Roma, commenta il videomessaggio che Antonio Di Pietro ha dedicato al presidente della Repubblica Napolitano. Il leader dell’Idv ha definito la decisione del Capo dello Stato di sollevare il conflitto d’attribuzione come “una scelta drastica che non nobilita le istituzioni ma le mortifica”…  

 

Ma non può non apparire evidente che i rapporti tra l’ex magistrato e il nascente Pd si svilupparono tra non poche polemiche e ancora oggi non ha avuto una risposta politica il perché Di Pietro ha potuto presentarsi con una propria lista apparentata con il Pd e ai Radicali questo fu impedito, anzi furono costretti ad accettare la mortificazione di eliminare tra i candidati il proprio leader storico, quando i radicali si dovettero candidare nella lista dei democrat. E ancora non si può non ricordare che Di Pietro aveva preso l’impegno di formare dopo il voto un unico gruppo parlamentare. Impegno, che come altri, non ha mantenuto.

 

Interviene sull’argomento Giuseppe Rippa, direttore di Agenzia Radicale e Quaderni Radicali, nel Video Flash Agenzia Radicale che affianca Agenzia Radicale Video e presenta interventi, commenti, editoriali in audiovideo realizzati conSkype e proposti in tempo reale sugli avvenimenti del giorno. Gli interventi sono della redazione e di ospiti esterni.

chi ha voluto l'alleanza con Di Pietro?

Ma i soldi chi li ha dati ai vari Fiorito nelle Regioni, la partitocrazia!”

 

 

 

“Regioni e soldi”, “Regioni, spunta l’ombra del peculato …”, “Regioni, le indagini si allargano …”: c’è stato un gran fermento di titoli e di “indignazioni” all’amatriciana nei nostri quotidiani, nelle nostre televisioni sulle vicende dei finanziamenti ai gruppi consiliari regionali in tutta Italia…

 

“Francone” Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl della Regione Lazio è una sorta di figura centrale del cosiddetto scandalo dei fondi pubblici. «Soldi pubblici come il proprio portafoglio». «Fiorito sin dall'inizio della consiliatura ha inteso le sovvenzioni pubbliche previste dalla leggi regionali e le realizzazioni di interessi e utilità pubbliche, come il proprio personale portafoglio» si legge in un passaggio dell'ordinanza…

 

La vergognosa vicenda non può non suscitare rabbia … Eppure come non interrogarsi su come questa storia nasca da nel cuore della indecente parabola del finanziamento pubblico ai partiti. Con un referendum i cittadini ne chiesero l’abrogazione, ma la partitocrazia lo ha “reimposto” con contributi per i “rimborsi elettorali” (sic!) e quindi con gli scandalosi e sempre più enormi contributi ai gruppi regionali…

 

I Fiorito nascono lì … nel ventre decomposto della partitocrazia e del “suo” finanziamento pubblico…


Ma i Soldi chi li ha dati ai vari Fiorito nelle Regioni?

Il distacco fra le parole e le cose: il caso di Gianfranco Fini

 

Forse è proprio sulla frattura tra parole e cose che si consuma la parte più evidente della crisi della politica. Gli attuali attori politici, in preda ad un evidente confusione, continuano a fare il verso alla verità delle cose, presumendo con parole, che appaiono palesemente fasulle, di poter far credere che è in atto un grande processo di cambiamento.

Che questa classe politica sia incapace di essere la protagonista di qualsiasi cambiamento è oramai certo. Sicuramente può contare su un sistema informativo che cerca di aiutare la loro immagine. Ma il loro declino e la loro credibilità è alla frutta. Non è il solo caso e forse non è tra quelli di maggiore rilevanza in questo momento, eppure, ad esempio, non può non apparire paradossale il modo con cui il presidente della Camera Gianfranco Fini, tenendo la sua relazione al partito da lui inventato “Futuro e Libertà”, abbia dato concreta evidenza a quello che cerchiamo di sostenere.

“Siamo nella generazione Balotelli, vi è quindi necessità di affermare i diritti di cittadinanza, bisogna sostenere la libertà di ricerca, la famiglia ha oggi nuove forme” …. Interessante si potrebbe dire …. Ma la domanda resta: Fini non è quello della Bossi-Fini sull’immigrazione, della legislazione per criminalizzare che fuma un po’ di marijuana (legge Fini-Giovanardi); quali sono gli atti parlamentari e le iniziative politiche prodotte per dare forma concreta a queste intenzione da parte del presidente della Camera e del suo partito (che a settembre diventerà con altri – non si sa chi – un nuovo polo!) … Ecco la frattura tra parole e cose, ecco la politica ridotta a puro vaniloquio. Ecco un’altra forma in cui la politica si discredita (ovviamente assieme a tutte le altre dinamiche – finanziamenti pubblici, ruberie, ecc. ecc. – che portano i cittadini al disgusto).

Interviene sull’argomento Giuseppe Rippa, direttore di Agenzia Radicale eQuaderni Radicali, nel Video Flash Agenzia Radicale che affianca Agenzia Radicale Video e presenta interventi, commenti, editoriali in audiovideo realizzati conSkype e proposti in tempo reale sugli avvenimenti del giorno. Gli interventi sono della redazione e di ospiti esterni.