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14/06/24 ore

M5S, Anitori gioca d'anticipo e se ne va


  • Ermes Antonucci

Si allunga la lista delle defezioni all’interno del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. Ad abbandonare Beppe Grillo, ieri, è stata la senatrice Fabiola Anitori, insofferente della deriva personalistica del movimento (anche se questa, in realtà, si era palesata già prima delle elezioni politiche).

 

Fabiola Anitori ha dichiarato di non riconoscere più l’impostazione originaria del M5S, ormai diventato un “partito personale con un sistema feudale di fedeltà che respinge o espelle chi dissente, chi non si allinea”. In poche parole – ha spiegato la senatrice romana – Grillo avrebbe posto un bavaglio a qualsiasi forma di discussione democratica interna: “Ogni tentativo di costruzione di una scelta politica, sulla base del confronto inteso come ricerca di punti di incontro, viene etichettata come tradimento o 'inciucio' e ciò costringe ad un immobilismo ed una stagnazione che non porta da nessuna parte”.

 

Con l’abbandono di Anitori, quindi, il numero dei senatori fuoriusciti dal Movimento sale a quattro (dopo le espulsioni di Marino Mastrangeli e Adele Gambaro, e l’addio di Paola De Pin). Numero che sale a sette se si considerano anche le defezioni dei deputati grillini (Alessandro Furnari, Vincenza Labriola e Adriano Zaccagnini).

 

A turbare la dirigenza del Movimento 5 Stelle è anche l’attacco hacker lanciato ieri da Anonymous al sito della Casaleggio Associati. Il messaggio lasciato dagli hacktivist sul portale del braccio destro di Grillo è stato chiaro e tondo: “State diventando il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare”.

 

Insomma la Rete, quella stessa Rete venerata dal duo Grillo-Casaleggio come fonte suprema di rinascita democratica del Paese, si ribella ai due principali predicatori della “religione del Web”. Una vicenda che dimostra quanto in realtà sia circoscritta la base virtuale del M5S (basti notare, infatti, che a votare alle richieste di espulsioni sono in media 19mila internauti).

 

In definitiva l’intento di Anonymous sarebbe proprio quello di affermare che a caldeggiare l’azione politica di Grillo non è “la Rete”, come viene sempre sostenuto, bensì solo una piccola parte di essa.


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