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23/06/24 ore

Forza Italia risorge dalle ceneri giudiziarie


  • Ermes Antonucci

Di fronte alle ultime vicende giudiziarie, Silvio Berlusconi ha annunciato in pompa magna il ritorno di Forza Italia. Un modo molto semplice per rispondere all’offensiva dei giudici rilanciando la propria leadership all’interno di un partito ancor più leaderistico e padronale.

 

Non è ancora chiaro quali saranno i cambiamenti reali tra l’attuale Pdl e la futura Forza Italia. Per ora si parla di un partito “più flessibile e movimentista”, di una formazione con una struttura “più leggera”, di un movimento “all’americana”, ma data la vacuità di questi propositi, per ora l’unica concreta differenza sembra essere quella relativa al nome (e neanche più di tanto, se si pensa che il “Pdl” resterà comunque la coalizione dei partiti di centrodestra).

 

Ciò che è già chiaro, però, è che la nuova creatura politica sarà concepita – come e più di ora – su immagine di un solo e supremo leader, ossia Berlusconi. E questo significa, in poche parole, far fuori Angelino Alfano, il delfino immaturo alla continua ricerca del “quid”. Un’esclusione sulla quale è stata molto chiara Daniela Santanchè, la “pitonessa” in ottica vicepresidenza della Camera e lanciatissima per un ruolo di prim’ordine nel partito che verrà: “Non vorrei nessuno al di fuori di Berlusconi. La figura di un segretario non è prevista dallo Statuto, a noi basta il presidente”.

 

Chi segue da vicino i lavori per il nuovo partito sussurra all’Huffington Post che il Cavaliere “ne ha piene le scatole” di Alfano e dei suoi fidati, e lega questo malcontento al calvario giudiziario dell’ultima settimana: “Alfano non lo ha difeso come avrebbe dovuto, e si è capito che una parte del Pdl, quelli che fecero con Angelino Italia popolare stanno facendo lo stesso gioco di allora. Aspettano il cadavere giudiziario di Berlusconi blindandosi nel governo Letta”.

 

Angelino Alfano, quindi, è fuori. Forse per sempre. Le indiscrezioni, infatti, sul passaggio di testimone tra Silvio Berlusconi e sua figlia Marina sono state smentite, ma la strada sembra ormai segnata, come ha dichiarato la stessa Santanchè: “Bisogna ritornare a un movimento all’americana dove non si mette niente in mezzo fra il leader e suoi elettori, un leader che ora è Silvio Berlusconi, domani sarà Marina”.

 

La situazione all’interno del “morente” Pdl è molto tesa, e rischia di avere ripercussioni anche sulla tenuta del governo Letta. I “falchi”, fedeli a Berlusconi e nostalgici di Forza Italia, non sarebbero più disposti a tenere in vita il governo delle larghe intese e avrebbero intenzione di tornare al voto. Una linea politica che si scontra con quella delle “colombe” guidate da Alfano, favorevoli al governo Letta.

 

Una lotta senza esclusioni di colpi si profila all’orizzonte. A dare l’avvio è stato Gaetano Quagliariello che, in difesa di Alfano, – come riportano molti giornali – avrebbe iniziato a chiamare la Santanchè e Sallusti “i coniugi Goebbels”.


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