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21/04/18 ore

M5S, le note (spese) a margine...



Fare politica costa, eccome. Invece, da anni ci vogliono far credere che si possa fare a meno dei denari e ci raccontano la favola sul parlamentare francescano, come diceva Grillo dal resort di lusso in Kenia. A maggior ragione, in momenti di crisi, ci hanno detto pure che bisogna dare il buon esempio, rinunciando al vitalizio, o donando metà dello stipendio a fondi per le piccole e medie imprese.

 

Tuttavia, resta il particolare, al di là delle propaganda anti-politica, che fare politica - ripetiamo - costa davvero. E allora, una volta essersi fatti belli agli occhi del cittadino arrabbiato, alimentando la criminalizzazione dell'odiata casta, si è posto poi il problema di come recuperare il bentolto.... Perché, per l'appunto, senza soldi...

 

Un modo per farlo c'è: i rimborsi spese, rigorosamente a carico del contribuente. Il Movimento 5 Stelle – stando a un'inchiesta del settimanale Panorama (*) – in questa Legislatura ne ha richiesti complessivamente per una somma superiore ai 50 milioni di euro: più del doppio di quanto restituito e sbandierato in questi giorni turbolenti di Rimborsopoli grillina. Sempre perché, giustamente, come detto, fare politica costa.

 

A partire dalle spese vive. Per esempio l'alloggio, che all'onorevole Marta Grande è costato 132 mila euro: una media di 2.200 euro al mese, opportunamente rimborsate. Poi bisogna pur nutrirsi ogni tanto, o no? Così, la dieta di Mattia Fantinati è costata allo Stato circa 39 mila euro in pranzi, cene e bar. Mentre 28 mila euro sono le spese in generi alimentari di Carlo Martelli (uno di quelli che ha finto di fare le donazioni).

 

Non parliamo poi degli spostamenti. Nell'inferno del traffico cittadino e con i mezzi pubblici disastrati, solo un taxi a volte può salvarci. Lello Ciampolillo – già a disagio perché in Hotel a 90 mila euro complessivi, in questi anni ha speso 70 mila euro di trasporti, tra cui 28 mila euro di taxi.

 

Ma un parlamentare che si rispetti, per poter svolgere al meglio il suo mestiere, ha bisogno di avvalersi di autorevoli e quotate consulenze. Sempre Ciampolillo ha chiesto per queste un rimborso di 183 mila euro, fino a ottobre 2017; mentre Barbara Lezzi, con quasi 106 mila euro, si è piazzata al secondo posto nella speciale classifica.

 

Avrà pure avuto un ruolo istituzionale importante a Roma come vice presidente della Camera, tuttavia Di Maio è un politico che si è mosso meritoriamente su e giù per lo Stivale. Tanto è vero che per "attività ed eventi sul territorio" è stato necessario restituirgli 171 mila euro.

 

Niente a che vedere con la morigeratezza di Alessandro Battista, abituato al fai da te in camper o moto. In compenso, il più amato dai grillini ha passato molte ore dall'avvocato. Sì, perché, è utile saperlo, la sua attività di piazza comporta degli oneri: 56 mila euro in totale, si presume per querele o cose simili...Perché anche il vaffa – quando è "politica" – costa. E nel caso di Dibba, a tutti. (red.)

 

(*) La spesopoli dei 5 Stelle (leggi su panorama.it)

 

 


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