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20/09/18 ore

ECONOMIA

TTIP, un nuovo demonio per la vecchia Europa

C’erano una volta gli accordi commerciali del WTO. Si era sul finire del secolo scorso, agli albori della Globalizzazione dell’era moderna: da una parte i buoni, i due terzi del mondo sottosviluppato; dall’altra parte i cattivi, l’Occidente opulento e sfruttatore che con l’ondata liberalizzatrice voleva perpetuare il proprio benessere ai danni delle nazioni povere. Almeno, questa era la vulgata terzomondista e no-global prevalente, diffusa da una letteratura (prima di tutto occidentale!) che si mobilitava per la "causa giusta". I fatti e la storia hanno poi dimostrato che le cose non stavano proprio così...di Antonio Marulo

Petrolio a prezzi di costo, ma l’Italia non può approfittare

Il calo del prezzo dell’oro nero è ovviamente un’ottima notizia, più che mai di questi tempi. Le quotazioni di questi giorni fra i 60 e 70 dollari al barile sono infatti grasso che cola, una manna soprattutto per l’Europa, che come spiega bene il Sole 24 Ore può trarne vantaggio non indifferente con effetti positivi sul caro vita e sul Pil. Questo dovrebbe valere a maggior ragione per un paese importatore di fonti energetiche come l’Italia. Tuttavia, puntuale ogniqualvolta le oscillazioni petrolifere in alto o basso raggiungo livelli levati, emerge l’anomalia tutta italiana con relative polemiche di rito... di Antonio Marulo

Scuola, assumere i precari! L’Europa ce lo chiede…

Ce lo chiede l’Europa, si potrebbe chiosare alla notizia, accolta con entusiasmo negli ambienti scolastici, della sentenza della Corte di Giustizia europea che di fatto intima allo Stato italiano di assumere con contratto a tempo indeterminato i precari della scuola. I giudici di Strasburgo ritengono infatti che “la normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione”, per cui “l rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato”.

Europa 2020, per rimediare al fallimento di una strategia

Prevedere, pianificare, fissare obiettivi: mai come in questo periodo rischiano di essere esercizi sterili fatti a posta per essere smentiti dalla realtà. Non sfugge a questa regola la strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione che l'UE varò nel 2010, fissando cinque obiettivi quantitativi da realizzare entro un decennio riguardo l’occupazione, la ricerca e sviluppo, il clima e l'energia, l'istruzione, l'integrazionesociale e la riduzione della povertà. di Antonio Marulo 

Articolo 18, il sindacato è a corto di munizioni

I sindacalisti sono sul piede di guerra. Si dice più o meno così tutte le volte che il gioco si fa duro a proposito dei capisaldi dello statuto dei lavoratori, prima di tutti, ovviamente, l’articolo 18. In queste ore il problema è capire di quali sindacalisti si parli, visto che i più agguerriti sembrano essere quelli che occupano gli scranni parlamentari: quelli che, “come i preti, non hanno mai smesso di esserlo” – per dirla con le parole pronunciate a SkyTg24 da Cesare Damiano. di Antonio Marulo

Articolo 18, essere o non essere: questo è il problema!

C’è un modo semplice e sbrigativo per risolvere un problema di difficile o quasi impossibile soluzione: trasformarlo in un “non problema”, come fa per esempio con l’art. 18 il renziano d.o.c. Oscar Farinetti di Eataly, che ha “smesso di parlare dei non problemi, perché se continuiamo a perdere tempo a parlare dei non problemi poi non abbiamo più il tempo per dedicarci ai problemi".

Ferrari, Montezemolo ha perso charme

“Ognuno è necessario, ma nessuno è indispensabile”. Le parole di Sergio Marchionne a proposito della Ferrari e dell’ipotesi di una cambio al comando, per ora comunque non “in agenda”, sono state interpretate come un siluro a Luca Cordero di Montezemolo, nel giorno dell’ennesima giornata nera del Cavallino rampante e dopo sei anni di mancate vittorie.

Pensioni flessibili, il welfare ambiguo di Poletti

Alla notizia della nomina del presidente delle Legacoop Poletti al Ministero del Lavoro, Totò e Peppino si sarebbero guardati negli occhi dicendo "…e ho detto tutto!". Tuttavia, “con questo ho detto tutto poi, alla fine, non si dice mai niente”. Quindi dopo qualche mese, val la pena fare un primo punto della situazione, partendo dal fantomatico Job act, cavallo di battaglia di Renzi quando rasserenava Enrico letta, posto in cima alle cose da fare per risollevare l’economia del Paese. di Antonio Marulo

I conti di Renzi e Padoan non tornano

Sarà forse colpa del maltempo di questa estate anomala, sta di fatto che fosche nubi si addensano in queste ore sul futuro delle riforme annunciate dal governo di Matteo Renzi. A preoccupare sono soprattutto i dati relativi alla (inesistente) ripresa economica del Paese. di Ermes Antonucci

Cooperazione internazionale per lo sviluppo, la riforma vede il traguardo

Nei giorni scorsi la riforma della “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo” è stata approvata in Assemblea, alla Camera, ed è pronta per essere riesaminata al Senato. Così, dopo aver atteso tanto una revisione della legge n. 49/1987, salvo imprevisti, manca una manciata di settimane per il sì definitivo del Parlamento alla nuova normativa. di Francesca Pisano

Il disegno di riforma del Terzo settore

Il 10 luglio scorso il Governo ha varato il disegno di legge delega dal titolo: “Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”. Solo due mesi fa erano state anticipate dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi le linee guida della riforma e, contestualmente, sono stati coinvolti i cittadini attraverso una consultazione online, affinché potessero apportare il loro contributo attraverso proposte e suggerimenti. di Francesca Pisano

Alitalia-Etihad, vedere cammello pagare moneta

I salvatori esteri della patria hanno infatti posto condizioni capestro per il loro ingresso, chiedendo di depurare la compagnia da tutte le incrostazioni, vale a dire dai debiti e da fardelli di vario tipo. Non è la prima volta che accade. Anche nel precedente “salvataggio” i "capitani coraggiosi" strapparono a loro favore una bad company ad hoc, dove furono caricati i rifiuti da smaltire a spese del contribuente, mentre con la parte cosiddetta buona si costituiva il nuovo vettore con operazioni discutibili che hanno poi portato al fallimento. di Antonio Marulo

L'economia di Renzi e Padoan, altro che previsioni prudenti di crescita ...

Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano è tornato a scendere, dello 0,1%, dopo il leggerissimo balzo del +0,1% registrato a fine 2013. I buoni propositi dell’anno nuovo hanno già conosciuto una brusca smentita, così come le previsioni fatte da Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Previsioni che avrebbero dovuto segnare il ritorno ad una politica credibile, realistica e responsabile, ma che invece stanno gettando in un imbarazzo sempre più profondo l’esecutivo. di Ermes Antonucci

La precarietà del Jobs Act

Le norme sul lavoro presentate da Matteo Renzi con il reclamizzato Jobs Act continuano a far discutere, soprattutto in ottica di occupazione giovanile e precarietà. Le modifiche previste, infatti, per i contratti a tempo determinato e l’apprendistato lasciano non pochi dubbi circa la loro capacità di rilanciare il mercato del lavoro e, con esso, la crescita economica del Paese. di Ermes Antonucci

Crescita, Visco trascura la zavorra bancocentrica

Premessa: le cosiddette parti sociali (Triplice sindacale e Confindustria in primis) sono state tra le principali co-responsabili della formazione dei mali che affliggono il sistema-paese così com’è oggi; altresì, non è un mistero che le stesse restino uno degli ostacoli (chissà quanto insormontabile) alle riforme di cui necessita l’Italia, in qualità di fieri rappresentanti di quel blocco conservatore che si maschera di falso riformismo. di Antonio Marulo