Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci pronunciano il sì fatidico a New York, nel dicembre 2012. Sei mesi dopo la coppia, unita da oltre 20 anni, presenta al Comune di Grosseto un’istanza per procedere alla trascrizione degli atti delle nozze nel registro di stato civile.
Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale: è quanto ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita in cui si vieta di ricorrere alla donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia per concepire un figlio in caso di infertilità assoluta.
Ancora un processo al diritto, ancora un’assoluzione. La storia ha inizio nel dicembre 2011, quando una coppia milanese – lui 48 anni e lei ‘paziente oncologica’ di 54 anni , sterile per la chemioterapia e la radioterapia subite – decide di volare per l’India per procedere, come spiegano gli atti, “a fecondazione eterologa con materiale genetico del marito, donazione anonima dell’ovocita da parte di una donna indiana e con un’altra connazionale che ha poi portato avanti la gravidanza”.
Sono state 245 le persone, provenienti da 16 Paesi, che hanno preso parte al Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e trasparito con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Salute e di Roma Capitale. Al termine della tre giorni, tenutasi il 4,5 e 6 aprile, il coordinatore Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, ha distribuito ai partecipanti una bozza di dichiarazione finale che individua i prossimi obiettivi da conseguire in sede transnazionale, nazionale e locale. Di seguito il testo della dichiarazione.
- Colmare il divario tra scienza e politica (1^ giornata) video da radioradicale.it
- Colmare il divario tra scienza e politica (2^ giornata) video da radioradicale.it
- Colmare il divario tra scienza e politica (3^ giornata) video da radioradicale.it
Né F, né M. Nella casella da sbarrare per definire il proprio sesso si è aggiunta un’altra lettera: N. Perlomeno in Australia. L’alta corte del quinto continente ha infatti riconosciuto l’esistenza di un “terzo sesso”: quello ‘neutro’. I giudici supremi hanno accolto il ricorso di Norrie May Welby, 52enne nato uomo in Scozia e trasferitosi in giovane età a Sydney, dove sceglie di sottoporsi a un’operazione per diventare donna.
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