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20/04/19 ore

CINEMA

Anche la cultura in crisi economica, i riflessi nell’industria del cinema

In Italia il ruolo dell'industria culturale è fortemente  marginalizzato e sottovalutato nonostante l'immane patrimonio di beni culturali del paese. A ciò si aggiunge il fatto che questo tipo di industria non  ha una grande domanda interna in quanto fortemente legata al reddito degli italiani risultando perciò con l'attuale crisi un bene di lusso.

Le potenzialità dell'animazione e della Computer Graphics

Recentemente Chris Perry, ex direttore tecnico della Pixar , è intervenuto sulla questione delle potenzialità ancora inespresse dal settore  dell'animazione e della Computer Graphics. “I film in computer animation sono stati relegati a uno status di genere e raccontano sempre tipi di storie molto simili: commedie per tutti, con momenti di azione , con l'immancabile lieto fine, con pochissime donne e persone di colore e così via” -  ha affermato Perry - “ … l'animazione computerizzata è infinitamente mutevole  ma il pubblico continua a non vedere altro che cartoni da centinaia di milioni di dollari”.

“Il sospetto”, una storia di innocenze violate

La pedofilia è uno dei crimini più infami e quel che è peggio è che troppo spesso la filosofia, la politica e la Chiesa l’hanno teorizzata, giustificata, coperta come se fosse un’inclinazione naturale dell’essere umano o semplicemente un peccato, ma non mortale.

L'evoluzione della digitalizzazione delle sale italiane e il paradosso americano

Nel  convegno All digital, organizzato presso lo spazio Lazio Film Fund all’interno del VII Festival Internazionale del Film di Roma, conclusosi in questi giorni, è stato evidenziato come le strutture che hanno già adottato la nuova tecnologia della digitalizzazione contano percirca 1.950 schermi, su un totale di 3.800 schermi industriali pari al 51,4%”. Rimane perciò una buona metà di sale che si avvicinano ancora impreparate alla fine dell’era della pellicola.

A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III, esercizio di stile al Festival del Film di Roma

Realtà e immaginazione si susseguono senza continuità in questo gioco filmico messo in scena da Coppola Junior che si avvale di regole e schemi del miglior cinema indipendente americano e di quello classico 'felliniano' stravolte e rilette all'abbagliante luce di un ossessiva, irriverente (e un po' ingombrante) prospettiva maschile sull'abbandono. di Florence Ursino