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22/10/20 ore

Legge elettorale, Radicali per l’uninominale maggioritario "alla francese"



 

I Radicali, con la Lega per l'Uninominale, negli anni scorsi avevano rilanciato il progetto di introduzione di piccoli collegi, intorno alle 100-150mila persone, nella convinzione che "contro il Parlamento dei nominati occorresse tornare alla rappresentatività territoriale che legasse elettori ed eletto come avviene nelle democrazie anglossasoni o in Francia".

 

I Radicali auspicano che i Parlamentari del gruppo del PD vogliano "sostenere gli emendamenti alla francese anche per mantenere gli impegni presi in campagna elettorale quattro anni fa cogli elettori che li votarono, anche perché il 'Malannum' ridurrebbe il numero dei nominati di un 40-60% senza consentire, in virtu' dell'ampiezza delle circoscrizioni, che gli elettori possano scegliere i propri rappresentanti su base territoriale".

 

In queste ore il deputato radicale Maurizio Turco ha rilanciato l'appello di 40 parlamentari del PDL contro le preferenze auspicando che possa nascerne un incontro pubblico che complessivamente affronti anche quell'aspetto del "regime partitocratico italiano".

 

Nei giorni scorsi, Turco aveva scritto all'Europarlamento denunciando la violazione tutta italiana di un "codice di buona pratica in materia elettorale" – e del principio pel quale "Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell’anno che precede l'elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria" come la modifica della legge elettorale a meno di 12 mesi dalle elezioni si configura come una "reiterata violazione della legalità europea ed internazionale, parte integrante di un'autentica flagranza di reato criminale contro lo Stato di Diritto e la democrazia in Italia – richiamata e condannata "a partire dagli anni ’80" per "il problema strutturale" della "durata eccessiva delle procedure giudiziarie", che ha causato "numerose e diverse violazioni della Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo". (fonte radicali.it)


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