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21/11/17 ore

M5S, eppure preferiscono le preferenze



Il post-voto siciliano ci regala la coda polemica sui cosiddetti impresentabili che ha tenuto banco in tutta la campagna siciliana. I 5 stelle ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia prima e anche dopo le elezioni, a loro dire “contaminate dai signori delle preferenze”.

 

Il giornale di riferimento del MoVimento ne ha contate circa 97mila, che sarebbero riconducibili a candidati nelle liste d'appoggio a Musumeci tra “indagati o condannati, ma anche quelli con legami familiari o trascorsi personali che sollevavano più di qualche dubbio”.

 

Ha fatto notizia l'exploit di tale Genovese junior, figlio di cotanto padre Francantonio, che con la ragguardevole cifra di 17mila e rotti consensi personali a Messina è diventato “l'asso pigliatutto”. Nella stessa provincia 5.418 voti sono andati a Cateno De Luca, che però ha avuto giusto il tempo di festeggiare l'elezione, prima di essere arrestato con l'accusa di evasione fiscale.

 

Questo fatto non farà altro che alimentare il fuoco dello scontro politico sui pacchetti di voti più o meno pilotati, grazie al sistema elettorale che prevede le preferenze.

 

Ironia della sorte proprio queste ultime hanno costituito da sempre un punto fermo del Movimento 5 Stelle, “una battaglia – dicono - portata avanti da 10 anni, a partire dalle 350mila firme raccolte al primo Vday” . Nel corso della recente approvazione del Rosatellum i grillini hanno provato in tutti i modi a restituire – come dicono - “il diritto dei cittadini a scegliersi i propri rappresentanti”. Ma i loro emendamenti sono stati bocciati, perché – accusavano - “i cittadini non devono scegliere...perché devono essere le segreterie a decidere per loro”.

 

In Sicilia, invece, si fa proprio come vogliono loro: i cittadini scelgono... e i risultati si vedono. (A.M.)