Elsa Fornero è tornata suo malgrado protagonista, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni almeno di tre volte superiore ai minimi, previsto dal decreto cosiddetto Salva Italia, che in un certo senso aveva assecondato la logica di Robin Hood di far fare qualche sacrificio ai più fortunati; tanto è vero che, demagogicamente parlando, la fattispecie incriminata non aveva fatto tanto discutere, rispetto alle altre parti della legge sulle quali si era abbattuta la scure dello sdegno generalizzato. di Antonio Marulo
Una marcia da Perugia ad Assisi, ma non per la pace, bensì per il reddito di cittadinanza. Nella confusione di un movimento privo di qualsivoglia bussola politica, Beppe Grillo ha deciso di ringalluzzire i propri sostenitori-adepti con l'organizzazione quest'oggi di una marcia sullo stesso tracciato di quella che viene percorsa ogni due-tre anni dal popolo della pace, tuttavia con una finalità ben diversa. di Ermes Antonucci
Il fondo e la spalla del Corriere di ieri, sette maggio, rendono necessarie alcune osservazioni, che, per quanti si riconoscono nella tradizione radicale (in fondo liberale), appaiono indispensabili. La spalla è dovuta alla penna del columnist Angelo Panebianco, colpevole (?) di qualche ormai lontana frequentazione radicale, il quale, nel commentare l’arrivo dell’Italicum, apprezza il rafforzamento del ruolo del governo che la legge persegue, ma pone il problema dell’assenza di una vera opposizione; il fondo è il saluto ai lettori del nuovo direttore del quotidiano di via Solferino, Luciano Fontana (del tutto immune da rischiose frequentazioni…) che esalta il ruolo di un’informazione libera, indipendente, onesta, severa sempre svolta dal quotidiano, alla quale intende tenersi legato. di Silvio Pergameno
Pare vero. Siamo sicuri? No. Non siamo affatto sicuri. E per un motivo molto semplice: le sorti dell’Italicum sono subordinate all’esito della riforma del Senato, perché l’Italicum è una legge elettorale che regola solo l’elezione della Camera dei deputati. Se la riforma del Senato in corso di approvazione dovesse venir meno, bisognerà vedere cosa succede. di Silvio Pergameno
Ma le cose non basta farle, occorre farle bene. Se leggiamo le ventidue fitte pagine del disegno di legge all’esame della commissione istruzione della Camera, scopriamo che ripetono vecchi cliché del “riformismo scolastico” di matrice genericamente progressista: dall’ “apertura al territorio” all’ “offerta formativa”, passando per la solita “autonomia” di cui non si definiscono mai i contorni rimanendo per ora criptate le risorse economiche ad essa dedicate. di Luigi O. Rintallo
Nel lavoro di un cronista lo sciopero ciclico della scuola è come l’8 marzo: basta recuperare una corrispondenza anche di 20/30/40 anni fa, cambiare le date e qualche piccolo dettaglio e l’articolo di giornata è fatto. Questo perché in Italia non cambia nulla, nemmeno il tono e le argomentazioni di certe proteste. di Antonio Marulo
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