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16/11/18 ore

Legge elettorale, il sogno...francese


  • Danilo Di Matteo

È nota da decenni la simpatia dei Radicali per il mondo anglosassone, il quale non ha conosciuto le derive totalitarie che hanno un po' ovunque tragicamente contrassegnato il Novecento. E altrettanto nota è quella sorta di spigolosità non di rado attribuita agli stessi Radicali.

 

Eppure guardando agli emendamenti all’ipotesi di legge elettorale elaborata dalla Commissione affari costituzionali del Senato presentati dai Radicali Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti, volti a dare al Paese un sistema di voto alla francese – con l’uninominale maggioritario a doppio turno –, si coglie assai facilmente l’altro volto dell’approccio di questi “strani” liberali di sinistra: lo spirito empirico e l’attitudine a porsi in sintonia con i fatti e con la realtà, fino a smascherare i limiti e le contraddizioni degli altri soggetti politici.

 

Già: tanti anni fa il Psi di Bettino Craxi guardava alla Francia di Mitterrand e quella suggestione si è in seguito più volte riproposta, tanto che lo stesso D’Alema, in diverse circostanze, ha dichiarato ad esempio di non escludere a priori l’elezione diretta del Capo dello Stato.

 

Per non dire dell’idea di Giovanni Sartori di un esecutivo “con due motori”: presidente della Repubblica votato dai cittadini e governo espressione del Parlamento. Il “doppio turno”, poi, caratterizza le attuali regole elettorali per i Comuni con più di 15mila abitanti e per le Province, e persine le prossime primarie del centrosinistra prevedono tale meccanismo.

 

Senza dimenticare “le pulsioni francofile” suscitate dalla vittoria di Hollande, specie nell’area politico-culturale vicina al segretario del Pd Bersani. Certo: nessuna forza politica può riformare la legge elettorale da sola. Occorre il concorso di più soggetti, con i rispettivi interessi “di bottega”.

 

E al momento, avendo a disposizione pochissimo tempo, non ci sarebbero le condizioni per promuovere un autentico dibattito pubblico di alto profilo al riguardo. Perché, però, non provare a battersi con coerenza per le proprie ragioni e soprattutto per quelle del Paese, confidando finalmente nell’eventualità che “il possibile” divenga addirittura “probabile”?


Commenti   

 
0 #4 Maurizio Navarra 2012-10-23 11:03
Ma siamo sicuri che questa politica che abbiamo, unita a questo governo cosiddetto "tecnico" sia in grado di fare una buona riforma??
Per favore, non una reformatio in peius!
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0 #3 ilSocialista 2012-10-23 02:33
Il marcio che presenterà presto il suo corrispettivo insostenibile conto marcio
http://economyincrisis.org/content/unsustainable
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0 #2 ilSocialista 2012-10-22 23:51
Gli anglosassono sono simpatici e hanno parecchi pregi; specie se si ribellano al marcio che stà pure là e che da là si è irradiato purtroppo, data la nota influenza economico-cultu rale degli stessi anglosassoni
http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/goldman-sachs-ex-manager-attacca-agisce-contro-valori/108476/106861?ref=search
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0 #1 franco 2012-10-22 19:51
l'unico riferimento che può avere codesta cricca con il mondo anglosassone è la Goldman Sasch, la piovra capofila delle cupole mafio sioniste massoniche BCE FMI BILDERBERG.
cupole ben frequentate da noti affiliati di codesti bilderberghini, quali la E. Bonnino (come ben risulta in rete) e diversi altri compagni di loggia oltre che di merende dei partiti canaglia complici di questo governo golpista di loro sicari e del boiardo vetero stalinista della casta!
il sogno .... francese di sempre + numerosi sudditi di questa feroce e cruenta dittatura di polizia fiscale, sarebbe la riesumazione della benemerita 'vecchia signora' del docteur Guillotin, per gettare nelle suo abbraccio liberatorio tutti i maramaldi che ci hanno gettato nell'abbraccio mortifero di dette mafie
ora che anche la cosca dex...za si è prostituita alla cosca tangentara sinix...za, nessuno di codesti Burattini è degno del nostro voto!
E' SOLO IMMONDO PATTUME DA COMPOSTARE!
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