22/03/19 ore

Europa: Macron e Annegret Kramp (la nuova leader della CDU)


  • Silvio Pergameno

È assai probabile che al suo “Appello agli europei”, pubblicato anche da A.R. -  il Presidente francese abbia ricevuto chissà quante risposte, ma una si rivela di particolare rilievo, quella di AKK (Annegret Kramp Karrenbauer, la nuova leader della C.D.U.), che il suo punto di vista lo ha manifestato con molta decisione: niente proposte intese ad allargare le competenze dell’U.E., perché centralismo, statalismo, il salario minimo europeo, e il debito messo in comune (neretto dell’estensore): guai…sono cose sbagliate e pericolose, anche se si è detta d’accordo con Macron su tante altre faccende, ma sempre con un’accentuazione verso la conservazione dello statu quo europeo, evitando i progetti comuni.

 

C’è anche la novità di costruire una portaerei europea (per la cui gestione non formula però proposte…e al riguardo si potrebbe suggerire di fare come i consoli romani, che comandavano un giorno per uno….).

 

Comunque il debito in comune è la bestia nera di Alternativa per la Germania (AfD), come lo è il rigetto di ogni apertura al futuro in Unione Europea (ci mancava solo che Macron suggerisse anche l’investimento in giro per l’Europa del famoso tesoretto tedesco….). Si marca così lo scivolamento conservatore della CDU, mentre è facile rilevare la paura di perdere voti a favore appunto dell’AfD, che da sempre cavalca queste battaglie, gradite a tanti tedeschi ( e nordici) per la paura di dover pagare i debiti degli italiani e altri.

 

Tra poco più di due mesi ci sono le europee, e i sovranismi si moltiplicano… anche se non denotano convergenze tra loro (se no che sovranismi sarebbero…) e se l’andamento della sempre più complicata Brexit e le ripercussioni interne che affliggono i fuoriuscenti dovrebbero stimolare le riflessioni.

 

Del famoso patto di Aquisgrana comunque resta la collaborazione franco-tedesca, che può risultare gradita non soltanto ai sovranisti ma anche ai settori economici che legano alla Germania tanti settori del mondo della produzione nell’Unione.  

  

Quanto ad Angela Merkel – precedente responsabile della faccenda fino a quando ha cumulato le cariche di cancelliere federale e di Presidente della CDU -, la Cancelliera aveva capito l’antifona ed era stata molto prudente in fatto di europeismo. Poi la Presidenza della CDU le è stata tolta… ed è giunto a conclusione un corso delineatosi non di recente. Adesso a dire di no è la volta di quello che nella Germania era stato sempre il partito più europeista.

 

Ai tempi di Kohl, sincero europeista comunque, e pur con le aperture di Mitterrand, era difficile che la Francia accettasse decisivi passi avanti nella costruzione europea; il massimo realizzato è stato l’euro, che regge perché farlo saltare sarebbe una tragedia per tutti, ma la bocciatura nel 2005 della Costituzione europea di Giuliano Amato Giscard d’Estaing è la prova più convincente che una rinascita potrà esserci solo vincendo battaglie molto dure.

 

La parola allora passa ai socialdemocratici (SPD) e non resta che stare a vedere quali tendenze emergeranno dalle prossime elezioni europee.

 

 


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