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21/07/17 ore

Dove va il PD?


  • Silvio Pergameno

Difficile l’incipit per dare una risposta alla domanda “Dove va il Partito Democratico” e non soltanto perchè all’interno della vita politica nazionale è maturato un effetto devastante: il paese è rimasto privato in larga misura della sua classe politica e sulle soglie dello sbando.

 

Le sentenze di Manipulite hanno mietuto ampiamente nel campo della politica, ma soprattutto è mancata nella classe politica la consapevolezza di quanto stava accadendo e anzi i politici si son dati a spingere in discesa, sia nelle sfide degli uni contro gli altri, sia nell’opera di distruzione della garanzia politica, un’opera nella quale proprio PDS e DS sono stati in prima fila…(Le sentenze: è chiaro che non si tratta di contestare le singole sentenze, ma di evidenziare e discutere l’effetto metagiuridico che complessivamente si è determinato e che rende urgente ristabilire proprio la garanzia politica; che non si tratta di polemizzare con il magistrato militante ma di rendersi conto della necessità di evitare che il giudice rischi di perdere la terzietà e insieme di convincersi del fatto che il PM non è un magistrato, ma una parte, dato che promuove il giudizio, una parte che Alfredo Rocco definì imparziale, tanto per salvare la faccia).

 

Difficile l’incipit perché stanno mutando, o forse sono proprio già mutati, i riferimenti a destra o a sinistra che fino a tempi recenti (ma via via sempre di meno) avevano connotato gli orientamenti fondamentali delle forze politiche e delle stesse dottrine politiche e dell’elettorato cioè del quadro politico considerato nel suo complesso. Il fatto è che destra e sinistra, questa contrapposizione di fondo della politica del novecento, si vanno nei fatti scolorendo….

 

Ad avviso di chi scrive, quello della distruzione di gran parte del patrimonio politico nazionale è il dato più preoccupante della situazione attuale, anche se non sarebbe nemmeno complicato avviarne una soluzione, ripristinando il testo originario degli artt. 67 e 68 della costituzione, come li avevano dettati i padri costituenti. Certo non si tratta certo di assolvere la dirigenza politica (ci mancherebbe!) della prima Repubblica, colpevole di non aver cercato la soluzione politica, e per quanto riguarda la sinistra, cattolica e comunista, di essersi avviata per una strada che si è rivelata un vicolo cieco, producendo scissioni senza costrutto. E in mancanza di dibattito politico e di esame di coscienza, litiga.

 

Ed è chiaro che interrogarsi sull’orientamento del Partito democratico oggi non può che muoverne dalle origini e seguirne le tappe. C’era certo una forte tentazione, magari inespressa e forse inavvertita, perché dietro c’era un sottofondo, quello del famoso “dialogo con i cattolici”, teorizzato a suo tempo da Togliatti un indirizzo politico sul quale spesso si è tornati su “QR” e su “AR”, quando il segretario del PCI nel secondo dopoguerra doveva configurare un percorso in Italia per il suo partito, fedele a Mosca, ma operante in un’Italia, pienamente inserita nel Piano Marshall, nel Patto Atlantico e nella ricostruzione europea...

 

- prosegui la lettura su Quaderni Radicali 114

 

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- E' uscito il numero 114 di Quaderni Radicali - Per un vero Partito Democratico

- Guarda la conferenza stampa di presentazione (Agenzia Radicale Video)

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- Il perché del numero nella video-rubrica Maledetta Politica

 

 


Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2017-07-02 05:30
tutti questi sono processi sconvolgenti che senza una gestione saggia non potranno che ingenerare conflitti crescenti sia di tipo sociale che internazionale; purtroppo la crisi del 2007 ci ha mostrato chiaramente che la saggezza è stata stigmatizzata e ripudiata come valore antiquato e deteriore; e purtroppo non è la prima volta nella storia che l'arroganza ed il senso di onnipotenza di alcuni non contamina e si propaga verticalmente in tutta la società.
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0 #2 ilSocialista 2017-07-02 05:22
la crisi è frutto ovviamente della globalizzazione che sta comportando un pesante rimaneggiamento di influenza fra aree geografiche, sta erigendo barriere insormontabili di potere contrattuale fra classi e scavando diseguaglianze e concentrazioni finanziarie di tale portata che ci rimandano neanche al secolo scorso ma ormai all'800;
il crescere dei processi di concentrazione capitalistica nei prossimi anni, favoriti da infrastrutture informatiche, automatiche e produttive sempre più complesse e coordinate, non potranno che accentuare questi fenomeni e tra le elites dominanti e le masse si creerenno abissi di reddito ma soprattutto di potere e di influsso madiatico, aziendale, finanziario che saranno matematicamente invalicabili per qualunque procedura democratica formale.
Si creerà un enorme surplus di manodopera soprattutto intellettualmen te meno dotata ma gradualmente anche di media capacità;
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0 #1 ilSocialista 2017-07-02 05:15
amico mio, siamo in piena crisi dell'occidente e la crisi è capeggiata proprio da quello che è sempre stato il portavessilli dell'occidente, ovvero gli USA; gli USA sono ora un paese diviso, litigioso ed incerto come non lo erano da un secolo; ma anche il Regno Unito è chiaramente in situazione di impasse; solo la Germania si tiene a galla, per mezzzo del suo imponente apparato industriale ed il suo incredibile surplus commerciale; è riuscita a rendere l'Europa una sua area coloniale ed il suo trampolino di lancio verso il mondo, però la sua vocazione naturale di imperio mercantile suscita malumori e sofferenze e certo non costituisce un modo sano e saggio di gestire l'Europa;
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