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21/11/17 ore

Biotestamento, ultima chiamata per il Senato



Alla fine lo ha fatto. Dopo averle annunciate a più riprese, la senatrice del Pd Emilia De Biasi ha dato le dimissioni dall'incarico di relatrice della legge sul Biotestamento, impantanata a Palazzo Madama. "Non ci sono le condizioni per proseguire l'esame in commissione", ha detto. Ora resta la possibilità del passaggio diretto in aula, anche se i tempi restano strettissimi. Tutto dipende dalle reale volontà delle forze politiche. L'approvazione in quattro e quattr'otto del Rosatellum bis dimostra una volta di più che volendo si può fare.

 

Fin qui non è bastato l'appello dei Senatori a vita, tanto meno quello dei sindaci, a sensibilizzare chi di dovere. Come ricorda in un articolo Repubblica, "saranno i capigruppo, e soprattutto il Pd, decidere". Anche se non bisogna farsi illusioni: "tra la pausa per le elezioni siciliane e l'imminente avvio della sessione di bilancio, il Senato infatti sarà occupato fino a fine novembre. Dopo di che resteranno massimo venti giorni utili prima delle vacanze di Natale per discutere tutti i provvedimenti che nel frattempo si sono accumulati. Quattro tra tutti: lo ius soli, la riforma dei vitalizi, le misure in favore dei figli delle vittime di femminicidio e il biotestamento appunto”.

 

Tuttavia – sottolineano con un comunicato dall'Associazione Luca Coscioni” - “se ci fosse la volontà politica del Partito democratico i tempi tecnici e i voti per approvare biotestamento e interruzione delle terapie ci sono. Per farlo è necessario smetterla con la melina di queste settimane ed evitare di inventarsi sempre nuove priorità, decidendo invece l’immediata trattazione della legge... Se invece prevarrà, come è stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati per qualche anno ancora”.


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