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19/11/17 ore

Ad Aldo Masullo il premio La Ginestra 2016



Lunedì 12 settembre 2016, a Torre del Greco (NA), alle ore 20,00, nella Villa delle Ginestre dove Leopardi soggiornò dal 1836 al 1837, al Prof. Aldo Masullo è stato assegnato il Premio La Ginestra 2016, in genere conferito a personalità della cultura che si siano distinte nello studio e nella divulgazione del pensiero e dell’opera di Giacomo Leopardi.Nelle passate edizioni, il premio è stato dato a studiosi come Gilberto Lonardi, Luigi Blasucci, Antonio Prete e Lucio Felici, Mario Martone. L’attuale decima edizione è stata organizzata dal Rotary Club Torre del Greco, in collaborazione con la Fondazione Ville Vesuviane e l’Università Federico II.

 

Docente di Filosofia teoretica e di Filosofia morale, direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Napoli dal 1984 al 1990, Masullo è senz’altro tra i più autorevoli filosofi contemporanei. Il comitato scientifico, presieduto da Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II di Napoli e composto da Arturo De Vivo, Emma Giammattei, Paola Villani, Fabiana Cacciapuoti, Donatella Trotta e Matteo Palumbo, coordinatore del premio, ha premiato il professore Masullo, come “maestro indiscusso e amato della filosofia contemporanea”.

 

"È raro - si legge nella motivazione - trovare un intellettuale della sua autorità che conosca il modo di parlare ai suoi ascoltatori, guidarli nell'intelligenza di problemi anche assai complessi e illuminare il senso che eventi, idee o comportamenti assumono. Proprio l'importanza del dialogo suggerisce il confronto di Aldo Masullo con il grande modello leopardiano. Il magnifico "Piccolo teatro filosofico", pubblicato nel 2012, è la dimostrazione esplicita di come le Operette morali possano essere utilizzate per i nostri anni”.

 

Malgrado una fastidiosa pioggia, il folto pubblico ha seguito con ammirazione le dotte ed acute riflessioni di Aldo Masullo. Benché ultra novantenne, egli ha espresso il suo pensiero in modo chiaro, lucido, scandendo con sicurezza ad una ad una le parole, vere perle di saggezza, creando un’incredibile sintonia tra generazioni,  giovani ed anziani,  tutti affascinati dalla sua forte personalità, dalla sua saggezza e profondità di pensiero.

 

 

Ha definito Il poeta Giacomo Leopardi come un “sublime disadattato”,  per la sua “diversità” che lo portava continuamente a “vivere” intensamente esplorando e a cercando il significato stesso della vita, poiché, secondo Masullo, immensa è la differenza tra mera “esistenza” (concessa anche a tutto ciò che è inanimato) e “Vita” degli esseri umani più sensibili ed evoluti, Vita intesa nel suo senso più alto. Secondo lui, Leopardi stesso era un filosofo, poiché le sue riflessioni su dolore e infelicità costituiscono un insieme ordinato e coerente di riflessioni. Secondo Masullo,  l’infelicità leopardiana non è altro che un’affannosa esplorazione, una ricerca di più vasti orizzonti in contrasto con la percezione di limiti imposti all’Uomo, pertanto anche il dolore va inquadrato in quest’ottica, non visto  solo come qualcosa di “fisico” legato ai suoi malanni o al suo aspetto poco gradevole, come molti hanno asserito.

 

Sono questi i motivi per cui Leopardi piace molto ai giovani, un  dialogo mai interrotto tra il poeta e le successive generazioni , dialogo che secondo  Masullo deve sempre essere mantenuto vivo e costantemente aperto soprattutto con i giovani. E d è proprio il dialogo che nella sua opera Piccolo teatro filosofico, pubblicato nel 2012, favorisce il confronto con le leopardiane Operette morali.

 

Gli interlocutori possono essere personaggi astratti, come Anima e Automa, oppure personaggi storicamente lontani e contrastanti, come per esempio Amleto e Papa Benedetto, Giordano Bruno e un procuratore, Eraclito che dibatte con un orologiaio sulla natura del tempo e così via. Comunque i suoi personaggi, come nelle “Operette” di Leopardi, sono “invenzioni poetiche e fantastiche” che attraverso opinioni contrastanti, stimolano riflessioni e fantasie satiriche su diversi temi. Tutto ciò è stato messo in risalto non solo dall’autore, ma anche dalle letture del testo affidate al bravo M. Foà, mentre gli interventi musicali di M. Bellopede hanno vivacizzato la serata che è stata condotta da Donatella Trotta.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 


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