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16/07/24 ore

Riflessioni sul film 'Rapito', di Marco Bellocchio. Una storia vera


  • Giovanna D'Arbitrio

Ci sembra giusto ricordare che Marco Bellocchio, nato a Piacenza nel 1939, dopo aver diretto un film cult I pugni in tasca (1965), che ha inaugurato una nuova era del cinema italiano, è ancora autorevole voce del dissenso all'età di 84 anni. E anche il suo ultimo film “Rapito” ancora una volta sollecita negli spettatori profonde riflessioni.

 

Presentato in concorso a Cannes 2023, il film racconta la storia vera di un bambino ebreo, Edgardo Mortara (Enea Sala, Edgardo Mortara da bambino, Leonardo Maltese, Edgardo Mortara adulto) che nel 1858, fu prelevato dallo Stato Pontificio e tolto alla sua famiglia per essere cresciuto come cattolico. E a quanto pare, il caso  Mortara aveva suscitato l'interesse anche di Steven Spielberg che nel 2016 intendeva girare un film tratto dal libro di David Kertzer.

 

In effetti Edgardo, bambino ebreo, venne battezzato in segreto da una domestica che temeva per la sua salute. E poiché un bambino “battezzato” secondo le rigide regole cattoliche dell’epoca era obbligato a ricevere un’educazione cattolica, Edgardo fu strappato alla sua famiglia, portato a Roma ed allevato sotto la custodia di Papa Pio IX (Paolo Pierobon).

 

Nonostante le strenue battaglie dei suoi genitori (Barbara Ronchi, Fausto Russo Alesi) per riportarlo a casa, il pontefice si oppose e Edgardo crebbe nella fede cattolica. All’età di 19 anni, nonostante la caduta dello Stato Pontificio, Edgardo Mortara decise di non tornare in famiglia, anzi cercò di convertire i familiari. Divenne sacerdote nel 1874 in Francia. Morì nel 1940 a Liegi, in Belgio, poco prima dell'invasione della Germania nazista.

 

“Leggendo libri, documenti e ricerche sono rimasto sconvolto dal rapimento di questo bambino e da questa violenza sia nei confronti di Edgardo che è stato costretto ad abbandonare il suo credo, sia nei confronti della sua famiglia e delle comunità ebraiche, allora costrette a sottomettersi al Papa - ha affermato il regista -. Pur essendo cattolico ho percepito una certa attinenza con la mia educazione, perciò in un certo senso comprendo quello che succede ad Edgardo, ciò da cui si deve difendere e la paura.

 

Nella religione cattolica c’è questa concezione di una miglior vita dopo la morte, perciò bisogna stare sempre “in grazia di Dio” e ricordo che da piccolo avevo timore di perdere questa grazia di Dio, la stessa che spinge Edgardo a proseguire sulla via del cattolicesimo (…)Non conoscendo la vicenda a fondo ci siamo appoggiati moltissimo alle comunità ebraiche, in particolare la Comunità di Bologna che ci ha aiutato ad approfondire la storia dei Mortara.

 

Ci è stato insegnato quello che non sapevamo, come le preghiere, le tradizioni, come le benedizioni, lo Shemà che ricorre in più scene del film, soprattutto quando Edgardo è ancora bambino e lo recita ogni sera con la sua famiglia prima di addormentarsi. Poi c’è la Storia, che abbiamo avuto modo di approfondire e naturalmente la parte cattolica che conoscevo di più”.

 

Come nei suoi film su Aldo Moro, ancora una volta Bellocchio rigetta le dinamiche del potere e ogni genere di estremo dogmatismo. Indubbiamente ci fa riflettere sul potere temporale della chiesa che ha causato molti danni, anche se bisogna riconoscere che alcuni grandi papi hanno segnato svolte positive nella storia, come l’attuale Papa Francesco.

 

Numerosi gli attori del cast includente Enea Sala, Leonardo Maltese, Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Barbara Ronchi, Samuele Teneggi, Filippo Timi, Fabrizio Gifuni, Aurora Camatti, Paolo Calabresi, Bruno Cariello, Andrea Gherpelli, Walter Lippa, Alessandro Bandini, Leonardo Bianconi, Daniele Aldovrandi, Corrado Invernizzi, Michele De Paola, Fabrizio Contri, Giustiniano Alpi, Orfeo Orlando, Federica Fracassi, Giulia Quadrelli, Flavia Baiku, Tonino Tosto, Renato Sarti, Christian Mudu, Riccardo Bandiera.

 

La sceneggiatura è di Marco Bellocchio, Susanna Nicchiarelli, fotografia di Francesco Di Giacomo, il montaggio di Francesca Calvelli, Stefano Mariotti, le musiche sono di Fabio Massimo Capogrosso.

 

Tra le numerose opere di Marco Bellocchio ricordiamo La Cina è vicina, Discutiamo, discutiamo, episodio di Amore e rabbia, Nel nome del padre, Sbatti il mostro in prima pagina, Marcia trionfale, Salto nel vuoto, Gli occhi, la bocca, Enrico IV, Diavolo in corpo, La visione del sabba, La condanna, Salto nel vuoto, Vincere, Sorelle mai, Bella Addormentata, Sangue del mio sangue, Pagliacci, Fai bei sogni, Il traditore, Buongiorno notte, Esterno notte.

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon)

 

 


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