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14/07/24 ore

Scandali Expo e Mose: ma l'Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici dov'era?



Allo scopo di  portare ordine nel mondo degli appalti pubblici e di impedire i fenomeni di corruzione  l’art.4 della legge 104/1994, nota come legge Merloni, aveva istituito l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

 

E' composta da sette membri, nominati d'intesa dai presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, scelti tra personalità operanti in settori tecnici, economici e giuridici con riconosciuta professionalità.

 

Il compito era quello di vigilare sull'osservanza delle norme del Codice nonché sulla regolarità delle gare sui contratti pubblici e di accertare che non vi sia danno al pubblico erario.

 

Al fine di realizzare i suoi compiti istituzionali l'Autorità dispone di penetranti poteri:

 

a) può richiedere alle stazioni appaltanti, alle imprese, ad ogni pubblica amministrazione e ad ogni ente, anche regionale, operatore economico o persona fisica che ne sia in possesso, qualunque tipo di documento, informazioni e chiarimenti relativamente ai lavori, servizi e forniture pubblici, in corso o da iniziare;

 

b) può disporre

ispezioni, anche su richiesta motivata di chiunque ne abbia interesse, avvalendosi, eventualmente, anche della collaborazione di ogni organo dello Stato;

 

c) ha a sua disposizione il Corpo della Guardia di finanza.

 

In occasione degli scandali dell’Expo di Milano e del Mose di Venezia si è subito invocato una legge speciale contro la corruzione e si è nominato un magistrato come garante ma a nessuno è venuto in mente di chiedere conto e ragione di questi scandali ai componenti l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici.

 

Gerardo Mazziotti

 

 


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