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21/09/20 ore

L’Europa nella Rete e Digital Divide


  • Roberto Granese

Affrontare un discorso esaustivo rispetto alla definizione dei modi in cui l’orizzonte europeo sta rapidamente mutando non può fare a meno di includere una rapida scorsa a quello che diviene un indicatore di sempre maggior valore rispetto all’evoluzione sociale: l’utilizzo del WEB.

 

Se è vero come è vero che la comunità europea tutta, come il resto del mondo, continua un percorso di crescita nell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a tutti i livelli è vero anche che la frammentazione intra ed inter-stato genera un quadro complessivo problematico, di difficile comprensione e definizione, come è di difficile soluzione per una qualsivoglia istituzione che decida di affrontarlo.

 

Sicuramente il web è potenzialmente un luogo di espressione dei diritti del cittadino, uno strumento di partecipazione alla vita democratica di un paese e un potente mezzo di aggregazione, di diffusione ed elaborazione di idee ed informazioni, ma può essere tutt’altro: da strumento di propaganda e falsificazione ad amplificatore delle follie più originali; da strumento di protesta fine a se stessa, di vilipendio o sterile polemica a strumento di distrazione di massa.

 

La garanzia dei diritti di cittadinanza digitale in uno stato moderno si può paragonare a quella del diritto all’istruzione nel secolo scorso e l’attendere da parte delle istituzioni a questo onorevole onere sta oltrepassando varie altalenanti fasi come, del resto, il suo epigono appena definito ha avuto modo di fare nella storia recente.

 

In ognuno dei principali stati europei la lotta alle varie forme di “isolamento digitale” partiva da storie diverse e viaggiava a diverse velocità, ma da una prima politica che mirava semplicemente ad aumentare il numero degli accessi fisici al web per gli utenti i rappresentanti dei vari stati, con la Dichiarazione di Riga del 2006, “ICT for an inclusive society”, sono passati ad un approccio rivolto di più collettivamente verso l’accessibilità e quindi l’inclusione sociale di quelle categorie “a rischio” che, per un motivo o per un altro, non hanno sufficienti “skill” per usufruire dei propri diritti digitali.

 

Da un quadro dei paesi principali dell’Unione, per quanto riguarda sia la quantità che la qualità degli accessi, viene fuori il peso delle politiche adottate dalle varie istituzioni e anche la risposta delle popolazioni agli stimoli dell’alfabetizzazione al web.

 

Prima di consultare i dati andiamo a conoscere le griglie che la ricerca sociale ha delineato nel definire gli indicatori del Digital Divide. Sia negli Stati Uniti che in Europa sono state individuate delle correlazioni tra età, sesso, istruzione, reddito, partecipazione politica e uso di internet. In pratica l’utilizzo della rete in assoluto è più diffuso fra le nuove generazioni e leggermente più alto nei maschi, ma muta da un utilizzo più orientato alla fruizione di servizi in Streaming e Social (attività che richiedono una “Digital Skill” più bassa) ad uno più teso all’utilizzo di sevizi complessi e di strumenti di ricerca ed informazione (attività che richiedono una skill più alta) in funzione del livello di istruzione, di reddito e di analfabetismo funzionale. Inoltre, sono le persone che già hanno una tensione verso la cittadinanza attiva e la fruizione completa dei propri diritti politici che fanno un uso pieno e consapevole delle risorse che l’ICT (information and communication technology) mette a disposizione...

 

- Il "popolo della Rete" (televisiva) di Grillo e Casaleggio (intervista a Roberto Granese - Agenzia Radicale Video)

 

- prosegui la lettura su Quaderni Radicali 110

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Commenti   

 
0 #4 Antwan 2019-12-26 20:10
Hey there! I know this is kind of off topic but I was wondering if you
knew where I could locate a captcha plugin for my comment form?
I'm using the same blog platform as yours and I'm having problems finding one?

Thanks a lot!

Here is my website - hypersphere.ai: https://hypersphere.ai/en
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0 #3 ilSocialista 2014-05-29 01:23
si capisce allora come ogni periodo storico di pensiero unico, come quello che che per fortuna è appena finito, equivale in realtà ad una cosa lievemente diversa ovvero "Stronzata unica" in cui una tipologia particolare di stronzata assume il monopolio in fenomeni perversi di monocoltura che stravolgono la ecologia fisiologica fecale e la flora batterica cognitiva.
Inutile dire che alla fine il sistema sociale-fognari o avvelenato sbrocca, la crisi viene al pettine e lo sciacquone storico viene finalmente tirato.
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0 #2 ilSocialista 2014-05-29 01:10
queste leggi fisico-sociali ben note ne aggiungo un'altra poco conosciuta di natura storica: "in una società di mercato il grado di irrazionalità delle Stronzate in circolazione è direttamente proporzionale al grado di diseguaglianza" ovvero all'Indice di Gini; questo deriva dal fatto che al formarsi di elites finanziariament e molto potenti corrisponde il fatto che i complessi cognitivi prodotti da tali elites e dirette ad i fini di tali elites sono molto più competitive, sono per così dire "Stronzate di classe superiore"; mentre le stronzate prodotte da altre classi tendono a diventare stronzatine minori trascurabili; "ubi maior minor cessat"; allora le stronzate di classe, avvantaggiandos i darwinianamente , possono assurgere a gradi di irrazionalità estremi, laddove una competizione equilibrata fra stronzate di diverse razze porta ad una diminuzione dell'irrazional ità complessiva del sistema.
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0 #1 ilSocialista 2014-05-29 00:57
Amico mio, in tempi in cui la globalizzazione ha imposto a forza di poteri finanziari e di concentrazioni editoriali un conformismo culturale che non aveva precedenti nel secolo scorso, meno male che ci sta il web a costo zero per la gente comune; certo un sitarello non potrà mai avere la forza penetrativa di una Stronzata d'autore prezzolato della Fox; comunque la sai bene la legge della comunicazione "non importa quanto una stronzata sia tale, ma con quanti soldi la diffondi" e l'altra " metti una data quantità di denaro e qualsiasi stronzata diventa sacro vangelo";
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