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07/12/19 ore

Se Berlusconi è più a sinistra del PD



Lo ammetto, quando ho letto che l’anziano pregiudicato miliardario, già leader del PDL, aveva firmato i 12 referendum proposti dai radicali, non solo quelli sulla giustizia (magistrati fuori ruolo, responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriera, ergastolo e custodia cautelare) ma anche quelli sulla depenalizzazione dei reati legati al possesso e al consumo di droghe leggere, sull’abrogazione del reato di clandestinità, la famigerata Bossi-Fini, e sulla libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille, mi stavo alzando in piedi ad applaudire. No, non sono impazzito.

 

Non ho assunto stupefacenti, e non sono neppure ubriaco. Sono consapevole che la scenetta di Berlusconi il liberale insieme a Pannella sia una farsa, che le immagini siano strumentali e funzionali alla narrazione dell’eroe vittima di ingiustizia italica, che due delle leggi di cui oggi chiede l’abrogazione siano state varate sotto il suo Governo, da ministri del suo esecutivo, sostenuto da quel coacervo di conservazione e post-fascismo clericale che è stata la base culturale della sua azione politica.

 

Eppure la sua mossa strappa il velo di ipocrisia e di confusione identitaria dietro cui si nasconde il PD e la sinistra italiana. Perché il tema è proprio questo. Perché per me i referendum proposti dai radicali sono radicalmente e intimamente di sinistra. Di cosa dovrebbe occuparsi la sinistra se non della laicità dello Stato, della libertà dell’individuo, della giustizia giusta, di difendere la dignità dell’uomo chiunque sia, fosse anche Caino? La mia attenzione, però, oggi non è su Berlusconi.

 

Giudico questa fase politica l’ultima parte di una storia già conclusa e spero che questi vent’anni possano essere archiviati il prima possibile, definitivamente. Oggi la mia attenzione è sul PD, il mio partito. Perché la diretta di Berlusconi che accanto a Pannella firma i referendum radicali scoperchia un vaso di Pandora tutto interno alla sinistra.

 

Quella stessa sinistra che quei referendum li ha snobbati per insipienza o, peggio, per interesse fino ad oggi quando, svegliati dalla performance di Berlusconi, ha elevato voci di indignazione contro il nemico di sempre, che ancora una volta ha dimostrato di conoscere la politica e saperla fare molto meglio di noi.

 

Quindi, cari compagni e amici, fatemi un favore, mettete da parte la vostra indignazione da divano e fate una cosa di sinistra: uscite di casa, cercate un banchetto dei referendari e firmate i referendum. Sono le nostre battaglie, è la nostra storia. Perché se ci derubano anche di questo, il reato da contestare non sarà furto con scasso, ma circonvenzione di incapace.

 

Francesco Nicodemo (da L’Espresso Blog)

 

 


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