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09/12/19 ore

Soluzione Pannella, Berlusconi sia referendario più che “anti Letta"



La “soluzione Pannella”, così come l’ha presentata il leader radicale a questo giornale la scorsa settimana, funzionerebbe grosso modo così: Silvio Berlusconi sceglie di non “impiccarsi” al voto del 9 settembre sulla decadenza da senatore, accetta le conseguenze della sua condanna giudiziaria (e magari ne fa tesoro elettorale), diventa “leader referendario”, sgrava quindi il governo di coalizione dal confronto su temi spinosi e ne blinda allo stesso tempo la durata fino al voto sui quesiti dei Radicali (primavera 2014), rilanciando se stesso come outsider che sfida partiti e magistratura.

 

Su questa “soluzione” immaginifica, Berlusconi riflette davvero, anche se ieri sera ha dichiarato: “Non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, impedendomi di fare politica”. Il Cav. insomma non ha ancora deciso, e per questo ieri mattina presto – dopo essere tornato a Roma nella notte – ha voluto incontrare Pannella.

 

Non solo: considerato che il leader radicale è in sciopero della fame e della sete affinché il tema dello stato della giustizia italiana sia affrontato, meglio se con un provvedimento di amnistia, il Cav. ha scelto poco dopo le 9 di recarsi direttamente a casa Pannella, una mansarda in via della Panetteria, al centro di Roma. Assieme a lui c’erano Gianni Letta e Angelino Alfano (segretario del Pdl e vicepresidente del Consiglio). Per i Radicali, oltre allo storico leader, c’erano Valter Vecellio, Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni (ex deputati). L’incontro, che era stato preceduto da contatti con Letta nelle scorse settimane, è durato quasi due ore.

 

A parlare più a lungo, ovviamente, è stato il torrenziale Pannella. Ma a esordire è stato  Berlusconi, di fronte a qualche lattina di Coca-Cola messa a disposizione dal leader radicale: “Sui referendum sulla giustizia, come Pdl, siamo già in prima linea”. Entro il 30 settembre, ha garantito di recente il Cav., le firme “garantiste e liberali” saranno più di 500 mila. Ma questo non è abbastanza, è stata la replica: “Silvio, devi rendere al popolo italiano la ricchezza del potersi confrontare”.

 

Pannella nel pomeriggio ha parafrasato quanto detto prima a Berlusconi: “Devi firmare tutti i referendum radicali, non solo quelli sulla riforma della giustizia. Oppure sembrerà che sosteniate solo i sei referendum sulla giustizia perché ce l’avete con la Boccassini”. Escludere un dibattito sulla linea “Berlusconi vs. Boccassini” è il chiodo fisso di Pannella. Ma è anche la convinzione del più silenzioso Gianni Letta. Chiamare i cittadini al voto contro leggi approvate dai suoi governi, su immigrazione e droghe, è invece il cruccio di Berlusconi.

 

Pannella ribatte: si dia la possibilità di scelta agli italiani, poi in primavera ciascuno darà la propria indicazione di voto; se si vota solo sulla giustizia, per gli oppositori sarebbe facile invocare l’astensione e far fallire i referendum. Il Cav. ascolta, non nasconde un po’ di stanchezza, ma per sottolineare la sua condizione di “perseguitato” scherza pure: “Figurarsi che, per mantenere aperta la strada della detenzione anche per me, oggi tengono in carcere 200 vecchietti” ultrasettantenni cui prima sarebbero stati concessi i domiciliari. Pannella non nega, ricorda “i magistrati e le migliaia di intercettazioni mobilitati a Milano per capire se c’era stata o no una penetrazione”.

 

Poi però rilancia sempre la “sua” ricetta: il Cav. si presenti come leader referendario, spiazzerebbe tutti. Nell’entourage berlusconiano, nel pomeriggio, si è predisposto una sorta di “predellino” referendario, già per oggi o domani. Stamattina a Roma, a largo di Torre Argentina, ci sarà un banchetto particolare, con la presenza di militanti e ex parlamentari radicali. Idem domani, a Milano, in piazza San Babila. La stessa piazza in cui, nel 2007, Berlusconi lanciò la campagna elettorale del Pdl.

 

È la stessa piazza in cui, all’inizio degli anni 90, sempre Berlusconi firmò i referendum radicali. Non solo quelli sulla giustizia, anche quelli antiproibizionisti. Ecumenico e di mobilitazione come lo vorrebbe Pannella e come farebbe gioco alla tenuta del governo.

 

Marco Valerio Lo Prete - @marcovaleriolp 

 

© - FOGLIO QUOTIDIANO


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