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07/03/26 ore

La nuova Roma tra buche, viabilità ostacolata e una strana pavimentazione del Colosseo


  • Giovanni Lauricella

In una capitale che ormai da tempo soffre di una manutenzione praticamente inesistente, si portano avanti nuovi interventi per la gestione della circolazione e la valorizzazione dei monumenti. Chi possiede un'auto conosce bene la situazione: da anni le strade mettono a dura prova le sospensioni dei veicoli e anche il comfort dei passeggeri. 

 

Il manto stradale, abbandonato da troppo tempo, non viene né rifatto né pulito, tanto che molte buche si sono trasformate in autentiche mini-discariche sparse ovunque per Roma. Non va meglio ai pedoni, soprattutto nel centro storico, dove il pavimento è pericoloso: parti di selciato, i Sanpietrini come vengono chiamati, sono mancanti o sporgono in modo rischioso, diventando ostacoli facili da inciampare. 

 

Insomma, la vita quotidiana è complicata sia per chi si muove in macchina sia per chi va a piedi. Nel frattempo, la città è disseminata di piccole nuove opere e cantieri che mirano a ricostruire parti dei marciapiedi: installano colonnine, ringhiere e passamano per impedire il parcheggio delle auto.

 

Si creano così ostacoli anti-auto che diventano improbabili piste ciclabili poco utilizzate perché interrotte o invase da rifiuti, impossibili da pulire con i mezzi della nettezza urbana. Sembra quasi che l’obiettivo sia quello di rendere sempre più difficile l’uso dei mezzi privati, abbandonando però la manutenzione necessaria della città. 

 

In parallelo, si tenta di incentivare forzatamente l’utilizzo della metropolitana, unito al divieto di superare il limite di 30 km/h. Si adottano misure importate da piccole realtà urbane, dove hanno avuto risultati parziali. Tuttavia, Roma presenta una configurazione ben diversa: con un diametro medio del raccordo anulare di 21 chilometri, e gran parte della popolazione che vive fuori da quest’area o nei comuni limitrofi, tali provvedimenti risultano difficilmente applicabili. 

 

D’altra parte, senza considerare che essendo una metropoli, il traffico è generato anche da altre città o persino da spostamenti internazionali: convegni, meetig, giubilei ecc. Come potrebbe qualcuno proveniente da Orte o Frascati spostarsi in bicicletta? E chi vive in periferia sarà davvero disposto a percorrere quella strada pedalando? Si pensi anche a chi non ha una fermata della metro facilmente raggiungibile: quali alternative avrà? Diventerà un osservatore passivo dei continui lavori stradali? (gli umarell). 

 


 

Certamente i tecnici comunali conoscono queste problematiche, ma il tutto sembra dettato da convenienze economiche: multe e biglietti per generare introiti significativi per le casse del Comune. Paradossalmente gli stessi amministratori lamentano le difficoltà economiche quotidiane, ma per i cittadini la situazione sembra solo peggiorare. La stessa parte politica che fomenta il malcontento che con gli stipendi non si arriva alla fine del mese e al contempo aumenta tariffe, multe e altre tasse occulte.

 

Passiamo ora ad analizzare ciò che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della giunta: la nuova stazione della metropolitana a piazza Venezia, concepita anche come museo di reperti antichi. Un progetto di cui in realtà nessuno sentiva la mancanza nel cuore del centro storico più grande del mondo, già popolato da musei spesso chiusi e visitabili solo su richiesta. 

 

Il tutto è costato una cifra astronomica e sicuramente costerà ancora di più, nonostante le stesse voci che si lamentano della carenza di fondi per i servizi pubblici. Giusto per fare un esempio tra tanti, perché elencarli tutti sarebbe quasi nauseante: Palazzo Venezia, che si trova esattamente sopra la nuova stazione, è pieno di antichità che pochissimi visitano. Oltre a questo, ospita anche un Museo Palazzo Venezia spesso deserto con molte sale chiuse, e la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, anch'essa frequentemente inattiva. Non serve aggiungere altro per comprendere l’assurdità della situazione. 

 


 

Come se non bastasse, da qualche mese abbiamo scoperto un’altra "novità" in città: la nuova pavimentazione attorno al Colosseo, il monumento più celebre al mondo. Lo storico anfiteatro è stato circondato da una sorta di "ciambella" bianca di travertino, arricchita da sedute squadrate che richiamano tristemente le lapidi degli obitori

 

Uno spettacolo che certo non rende onore al glorioso Colosseo specie per i turisti che pensando a "Il Gladiatore" con Russell Crowe in quelle scenografie straordinarie che trasmettevano tutta la potenza dell'antica Roma, si ritroveranno oggi con un arredo urbano minimalista e del tutto privo di fascino. E poi c’è il caso di Piazza Augusto Imperatore, dove i recenti lavori hanno lasciato una desolazione sconcertante. C'è da chiedersi quale sia stato il ruolo dell'Ordine degli Architetti e della Sovrintendenza in tutto questo; non saranno dei talebani, ma sembra che abbiano deliberatamente chiuso gli occhi. 

 

Inoltre, è curioso notare come dietro molte di queste opere non ci siano nomi di architetti o progettisti riconoscibili, ma solo sigle di società. A questo punto non pare un’eresia domandarsi se non sia il caso di coinvolgere architetti di fama internazionale per un luogo cruciale come Roma, soprattutto considerando che sembriamo sempre più carenti di competenze adeguate. 

 

Una necessità ormai impellente, specialmente se si osserva il successo sui social delle tante pagine nostalgiche dedicate alla Roma di una volta, che registrano migliaia di condivisioni e apprezzamenti.

 

 


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