di Giuliano Ferrara
(da Il Foglio)
Di modelli Report ce ne sono due, cosa che con delicatezza la giornalista custodisce, come giudizio, nella sua austerità e riservatezza, in specie dopo l’esplosione della grottesca farsa cominciata con la bomba amicale presunta e il suo corteggio di pettegolezzi, insinuazioni e mezze verità
Di Sigfrido e dei suoi amichetti e amichette Totò farebbe un indimenticabile pasticcio di farsa e avanspettacolo. In mancanza del grandissimo comico, è lui stesso a farsi pasticcio professionale, umano, autobiografico, ungendosi di ridicolo anche come spalla di sé stesso, insieme Totò e Peppino, un purissimo Camillo Mastrocinque, un titolo perfetto: La banda degli onesti.
Una volta al Foglio, quando ero ancora direttore, dunque tanti anni fa, mi venne a trovare Milena Gabanelli, piacentina, una donna rigida e interessante, un esemplare prima Rai e poi Corriere di giornalismo investigativo piuttosto rigoroso e documentato.
Voleva rassicurarmi sul suo metodo di lavoro, ma con molta dignità e senza chiedere assolutamente niente (probabilmente avevamo sfruculiato la sua trasmissione, Report). Mi fece una buona impressione la sua disinteressata freddezza, il puntiglio professionalista, pur non essendo io tipo da suggestionarmi alla vista di una maestrina, e pensai senza pregiudizio alle cose che voleva trasmettermi con quella visita.
Non sono una cialtrona dello scandalismo, questa la sostanza, faccio un lavoro onesto meticoloso e a prova di bomba, basato sul gran tempo che lascio ai miei collaboratori videogiornalisti per seguire le inchieste dopo averne definito il senso insieme, in genere sono esterni, in molti casi improvvisati reporter da sperimentare sul campo, piccoli giornalisti crescono, e tutto passa il filtro professionale attento e sobrio che è dovuto alle notizie, alle indagini o inchieste su quanto di storto emerge nel mio paese e vicinanze. Un autoritratto perfetto, a suo modo, e chissenefrega delle sbavature, che stanno dappertutto, anche qui e qui personalmente, figuriamoci.
Dietro il lavoro di Gabanelli c’era una storia, un impegno collettivo, esperienze internazionali come la nascita di New York One, un canale televisivo che si serviva appunto del videogiornalismo, cose di cui ha parlato per la sua parte Roberto Quagliano, per anni collaboratore e mentore di Milena, in una intervista equilibrata e interessante sul Riformista.
Poi Gabanelli è diventata la Divina Secchiona del reportage antitaliano, una vera star in uggia a governi e Confindustria, la grande nemica di tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere, dunque di tutti più o meno, senza troppi compromessi, circuiti amicali, relazioni tra il lusco e il brusco.
I governi e le imprese la temevano, e dopo quasi vent’anni, anzi di più tra Professione Reporter e Report, nel 2016, che fu anche il mio secondo anno di fondatore in attesa di onorata pensione, lasciò la Rai per il Corriere e La7. Lasciò la trasmissione a Ranucci, non so bene perché e in quali circostanze, salvo che gli consigliò di dimagrire, cosa che il Successore ha tentato di fare con la famosa cura di pesce del Bistrò Cefalù di Lavitola, il delizioso presunto mandante dell’attentato che innalzò e poi travolse il leggendario Sigfrido, Valter con i suoi recenti silenzi e la sua faccia d’angelo (il demone dell’attivismo ha sempre una faccia d’angelo, annotarlo).
Tutto questo per dire che di modelli Report ho l’impressione ce ne siano due, cosa che con delicatezza Gabanelli custodisce, come giudizio, nella sua austerità e riservatezza, in specie dopo l’esplosione nel mistero e nel riso della grottesca farsa cominciata con la bomba amicale presunta e il suo corteggio di pettegolezzi e insinuazioni e mezze verità.
E lo dico io che ho sempre considerato una coglionata la sacralità della notizia, io che ritengo indistinguibili notizie e opinioni, e individuo una linea divisoria solo nel mio favore per le seconde, che sono sempre più libere dei fatti, questi simulacri incartapecoriti della surrealtà.
La donna nell’autobiografia del bel Sigfrido conta molto, come dimostrano anche la brava Maria Rosaria Boccia e la tiktoker del destino Rita De Crescenzo. Un giorno sapremo, non c’è troppa fretta, quanto e in che senso abbia contato la Donna, ovvero Milena, il viatico oggi nell’ombra e l’ombra di un viatico che diede il la-la-la al secondo modello Report per quello che è diventato.
(da Il Foglio)
Foto: Milena Gabanelli (Ansa) e Sigfrido Ranucci (Ansa)