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17/12/17 ore

La Turchia, i diritti umani, e noi



di Lorenzo Ferrari 

(da il.post.it)

 

È stato necessario l’arresto di Gabriele Del Grande per far arrivare la repressione della libertà di stampa in Turchia tra le notizie di apertura dei media italiani. Ed è stato sufficiente il suo rilascio per smettere di parlare di libertà di stampa in Turchia.

 

Certo, la libertà di stampa non è mai in cima alle preoccupazioni delle persone – almeno che non sia una scusa per fare un po’ di polemica politica. Le violazioni della libertà di stampa attirerebbero forse maggiore attenzione se fosse un governo occidentale a bloccare Wikipedia da due settimane e a detenere più di 120 giornalisti: sembra invece che misure di questo genere appaiano tutto sommato normali per un paese come la Turchia, che ci sia poco da scandalizzarsi.

 

Da una parte ci sono quelli per cui la Turchia è sempre stata e sempre sarà un paese fondamentalmente diverso dai paesi europei. Dall’altra ci sono quelli che pure auspicavano l’adesione della Turchia all’Unione europea e leggono i romanzi di Pamuk, ma che ormai si sono rassegnati all’idea che quella Turchia moderna non esista più.

 

L’atteggiamento dell’Unione europea verso la Turchia è un buon riassunto di tutto quello che non funziona nelle relazioni esterne dell’UE: ipocrisia, inerzia, vaghezza, mancanza di visione, errori tattici. Le istituzioni europee paiono incapaci di ammettere quello che ormai è chiaro a tutti sia da questa che dall’altra parte del Bosforo: la Turchia non ha alcuna speranza di diventare uno stato membro dell’UE nei prossimi decenni. Fare chiarezza su questo punto sarebbe il primo passo per riportare le politiche verso la Turchia in linea con la realtà.

 

Minacciando di rallentare o congelare il processo di adesione in mancanza di riforme, la Comunità e l’Unione europea sono spesso riuscite a favorire la transizione democratica nei paesi vicini. In passato hanno spinto alle riforme anche la Turchia, ma ormai le minacce non funzionano più – al contrario, l’Unione europea ha scelto di esporre sé stessa al ricatto politico, consegnando nelle mani della Turchia buona parte della sua strategia sull’immigrazione. È quindi ridicolo che l’UE minacci conseguenze sul processo di adesione a fronte della svolta autoritaria in Turchia: sono minacce a cui non crede nessuno, perché nessuno più crede all’adesione...

 

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Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2017-05-16 02:42
il grado di sgangheratezza dell'accrocco monetarista lo vedi plasticamente dall'ineffabile Lagarde che si è messa giustamente a brontolare contro il surplus tedesco e a dire che la germania dovrebbe investire di più: cosa che nessun europeo, in stato di totale prosternazione al cospetto germanico, ha il coraggio di dire; Macron, dopo Hollande, è l'ennesimo pupazzetto della Merkel
I tedeschi sono ormai incrostati di monetarismo-lib erismo fino al midollo a spese dei loro stessi cittadini ma soprattutto degli altri; e credono che il loro compito principale sia risucchiare moneta dal resto dell'europa e basta; Normale che I turchi di finire nell'abbraccio mortale dei crucchi non ci pensano nemmeno e fanno bene.
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0 #1 ilSocialista 2017-05-16 02:29
amico mio, non sono le relazioni esterne dell'europa che non vanno; è l'europa in sè che non va; infatti il monetarismo-lib erismo, l'ideologia fanatica e bislacca, l'ha resa un accrocco sgangherato dove è sparita ogni tensione ideale e contemporaneame nte ogni buon senso pratico; se nell'unione europea non ci credono parecchi europei, non si vede perchè dovrebbero crederci i turchi che storicamente, culturalmente, etnicamente hanno un piede in oriente.
Il modello della turchia sta diventando al Cina, e non per niente la Cina è il maggior paese per l'interscambio commerciale turco; ovvero il modello del liberismo economico senza libertà.
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