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20/05/19 ore

Cina, il curioso caso dei "sostituti criminali"



Geoffrey Sant racconta su Slate l’usanza relativamente diffusa in Cina di sostituzioni di persone durante i processi: alcune persone accusate di reati, sia penali che civili, pagano altre persone, che ogni tanto sono parenti ma che spesso non c’entrano nulla, per prendersi la colpa e scontare al loro posto la pena in carcere. A dimostrare il fatto che casi simili non sono affatto eccezionali, in cinese esiste un’espressione specifica per descriverli, ding zui, che significa letteralmente “sostituto criminale”.

 

Tra gli episodi citati da Sant, la maggior parte riguarda casi di incidenti stradali e di omicidi colposi, in cui giovani provenienti da famiglie molto ricche infrangono i limiti di velocità causando incidenti mortali. Una delle storia più assurde, che rivela anche una certa connivenza della polizia, è quella che ha coinvolto Hu Bin, un giovane di circa 20 anni. Una sera Bin, percorrendo ad alta velocità le strade della sua città, Hangzhou, investì un pedone scagliandolo a quasi 20 metri di distanza dall’auto e uccidendolo sul colpo.

 

Quando il caso finì sui giornali cinesi, l’opinione pubblica si indignò sia nel vedere le foto di Bin, che aspettava l’arrivo della polizia fumando una sigaretta e ridendo con l’aria tranquilla, sia nello scoprire che la polizia aveva cercato di coprire le responsabilità del giovane, dichiarando che al momento dell’incidente la sua macchina andava a metà della velocità effettiva, provata anche dalla distanza alla quale fu sbalzato il pedone rimasto ucciso nell’incidente...

 

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