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25/05/18 ore

5 Stelle-Lega, ultima chiamata (o quasi)



A caldo hanno fatto un po' i gradassi, spingendo per nuove elezioni subito. Passata la nottata, si è insinuato in loro il fondato dubbio che il voto a metà luglio possa essere davvero una passeggiata trionfale, viste le incognite sull'affluenza alle urne in piena stagione balneare.

 

Per questo, aspettando l'incarico "di servizio", si sono leggermente attenuati i toni bellicosi dei due presunti vincitori del 4 marzo. Sostanzialmente si aspetta e si spera ancora nella mossa di Berlusconi: il famoso passo indietro che consenta in extremis un accordo Lega-M5S e scongiuri il governo neutrale e morente che accompagni lo scioglimento anticipato delle Camere.

 

In mancanza, Salvini conta sul passo falso di Forza Italia, ovvero, la fiducia al governo proposto da Mattarella, che secondo il fido Giorgetti porrebbe fine all'alleanza.

 

Da parte sua, sull'altro fronte , il “candidato premier” attende col “cellulare sempre acceso”, casomai "qualcuno volesse ricominciare a pensare al bene del Paese”. E nelle more ci fa sapere che 55 giorni li ha passati a capire “se Salvini c'era o ci faceva” sul governo assieme.

 

L'approccio è quello solito, da Asilo Mariuccia, non del tutto giustificabile dal dato anagrafico del soggetto. Ma tant'è, conviene rassegnarsi. Del resto, l'assaggio di campagna elettorale conferma che, se andremo al voto, ci attendono due mesi di patetica spiegazione, fino alla noia, sul perché i grillini abbiano cercato franza o spagna purché se magna.

 

Avendo perso la verginità, alcuni cavalli di battaglia potrebbero per contro risultare perdenti e quindi meno utilizzati. Anche se il tentativo di cavalcarli come se nulla fosse accaduto è già in corso. Non ci si riferisce tanto all'annosa questione del referendum sull'euro, rimessa in circolo da Grillo. Piuttosto, al caro reddito cittadinaza, che tanto ha fruttato nel centro-sud.

 

In proposito, subito dopo le elezioni, il presunto toccasana sparì dalla lista delle priorità, almeno nei termini in cui ce l'avevano raccontata con enfasi. Si arrivò persino ad ammettere che il termine era stato utilizzato per scopi elettoralistici, ma che in realtà con esso si intendeva “un reddito minimo condizionato”, una misura poco più ampia del reddito d'inclusione attualmente in vigore.

 

Ebbene, da qualche giorno sentiamo riecheggiare - ahinoi - nuovamente la parola magica, tra le condizioni per un "governo del cambiamento" possibile.

 

Gli elettori abboccheranno questa volta? Premieranno ancora la coerente incoerenza di cui scriveva Giovanni Orsina? Oppure ci saranno consistenti ravvedimenti operosi? (red.)

 

 


Commenti   

 
0 #4 gionna 2018-05-13 11:47
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0 #3 freeskipper Italia 2018-05-11 16:40
La Nuova Italia. M5s-Lega, ultima chiamata per il 'cambiamento'.
Proprio adesso che un governo sta lì, lì, per nascere, per emettere il suo primo vagito con un parto difficile, ma se vogliamo breve, paragonato ai sei mesi della 'grand coalition' teutonica, c'è già chi guarda a questa nascita con diffidenza e tifa addirittura per abortirla.
Il plotone di esecuzione, quello del bastian contrario, dei diffidenti, dei rancorosi, quello - ancora!? ma basta! - dell'antiberlus conismo, dei tuttologi, dei politologi, dei vecchi tromboni dei talk show, è già schierato e pronto a sparare giudizi e bocciature. Per 'loro' - che hanno chiuso gli occhi e tappato le orecchie a scandali e tangenti, a ruberie e furfanterie, ma che oggi fanno le pulci a Lega e 5stelle con la lente d'ingrandimento - meglio uccidere un desiderio nella culla che cullare desideri irrealizzabili come il superamento della Legge Fornero più lavoro e più salario più Italia e... continua su https://www.freeskipper.it
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-2 #2 ilSocialista 2018-05-08 19:34
aggiungici pure "un primo ministro donna"; è veramente una perla, come dire "i maschi ne fanno di tutti i colori, solo una vulva può salvarci"
I posteri si rotoleranno per terra dalle risate e rinnegheranno la discendenza.
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-2 #1 ilSocialista 2018-05-08 19:30
bè, la verginità non si perde per delle trattative, si perde per un governo; aspetta almeno che i 5 stelle governino prima di dare giudizi; il "magnare" al di là delle facili ironie, ha sempre avuto una notevole importanza in politica; agli imperatori romani gli si rizzavano tutti i peli possibili quando il porto di Ostia si bloccava e i flussi di grano dall'Egitto o dalla Libia venivano meno;
comunque la commedia continua e si arricchisce di tratti moderno propri dell'assurdo alla Jonesco o alla Beckett; prendi per esempio il termine "governo neutro"; è un evidente ossimoro privo di significato; come dire "acqua asciutta" o "sale insipido"
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