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15/07/24 ore

Il Sindaco di Roma 'marina' il Gay Pride per “stare in famiglia”: è polemica



 Ed eccolo, a qualche giorno dalla sua elezione a Sindaco di Roma, il primo 'incidente diplomatico' di Ignazio Marino: avendo “preso già un impegno con la famiglia” il primo cittadino capitolino ha declinato l'invito a prendere parte al Gay Pride previsto per sabato 15.

 

“Una risposta irrispettosa e offensiva – commenta indignato il popolo Lgtb – nei confronti di una comunità che si batte da anni e domani scenderà in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilità e la dignità delle proprie famiglie”.

 

Nonostante infatti il neo-sindaco abbia spiegato di essere comunque “vicino ai partecipanti e al loro fianco nella lotta alle discriminazioni”, sia il comitato Roma Pride che il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli non hanno nascosto la profonda delusione per mancata presenza a un evento che doveva invece essere considerato come un impegno istituzionale inderogabile.

 

Quella di Marino, spiega il presidente del circolo Mieli, Andrea Maccarone, “ci sembra una falsa partenza e un brutto segnale nei confronti di Roma e di una comunità importante che ha contribuito in modo rilevante alla sua vittoria e che si aspettava una chiaro e visibile segnale di vicinanza in netta discontinuità col passato”.

 

In segno di buona volontà, spiega ancora Maccarone, il Sindaco avrebbe potuto fare “un saluto di qualche minuto all'inizio della parata, come avviene nelle altre capitali europee”. E se al passo falso del Pride si aggiungono “le parole vaghe e fumose rispetto al riconoscimento delle famiglie anagrafiche che oggi la stampa riporta e che appaiono in contrasto con gli stessi impegni assunti” dal neo-inquilino del Campidoglio in campagna elettorale, allora appare chiara la necessità, per Marino di chiarire “le sue posizioni nelle prossime ore con parole nette e inequivocabili”. Il popolo gay rimane in attesa.


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