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24/05/24 ore

Polonia: destra nazionalista frenata, ma l’Europa è ancora senza orizzonti. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa



Il risultato del voto di domenica 15 ottobre in Polonia è in qualche misura forse imprevisto o non proprio. Il partito di Donald Tusk (Coalizione Civica), ex capo dell’Unione Europea, dovrebbe dare vita a una nuova possibile coalizione che nascerebbe con l’alleanza di partiti di centro, di destra moderata e liberali, a cui partecipa anche il piccolo partito della sinistra, avendo questa alleanza la maggioranza in parlamento, e potrebbe formare un nuovo governo mandando all’opposizione i sovranisti. Questo dopo, si presume, che il presidente polacco Andrzej Duda avrà accertato che il leader del primo partito alle elezioni (Diritto e Giustizia) di Jaroslaw Kaczynski, alla guida del governo da otto anni, non è in grado di avere a sua volta  una maggioranza. 

 

Dopo quello che è accaduto in Spagna con Vox, anche in Polonia dunque si registra una sconfitta della destra massimalista che sperava di dar vita a una “internazionale di destra”. Non è ovviamente chiaro come si possa realizzare una internazionale tra i nazionalismi che puntano ad una lettura di difesa dei propri interessi individualmente e quindi anche contro chi si proclama a sua volta nazionalista e sovranista.

 

Sembra dunque che al momento l’architettura politica della destra europea di divenire l’asse centrale della nuova Europa è messo in crisi da questo voto polacco che come detto segue quello spagnolo.

 

Cosa farà l’Italia di fronte a questi dati che segnano un ridimensionamento e un indietreggiamento delle aspettative del Partito dei Conservatori europei di cui Giorgia Meloni, premier e leader di Fratelli d’Italia, è anche presidente?

 

Nel nostro Paese si assiste al vuoto che produce l’assenza di una alternativa credibile, sia per contenuti strategici che per visione europeista. Ma ancor di più allo stesso atteggiamento della Meloni che è ambivalente considerando il suo oscillare anche verso i popolari europei di Weber, anche se con il rischio che larga parte del suo partito non la segua.

 

In questo scenario, nella situazione resa ancora più drammatica non solo dall’invasione russa in Ucraina dalla guerra tra Hamas e Israele, dall’orrendo sterminio contro i bambini, i giovani, le donne, i vecchi nel Sud di Israele e l’innesto della terribile spirale di morte che coinvolge anche i palestinesi oppressi da Hamas e schiacciati dalla barbarie terroristica di una organizzazione i cui capi vivono a Doha in Qatar una vita agiata.

 

Emerge allora l’urgenza di approfondire quale intende essere l’orizzonte a cui l’Europa deve guardare, cosa deve essere in futuro l’Unione che ha mostrato la sua preoccupante debolezza e assenza.

 

Ne discutono in Agenzia Radicale Video il giornalista e analista di politica internazionale Francesco Sisci e Giuseppe Rippa direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale.

 


- Polonia: destra nazionalista frenata, ma Europa ancora senza orizzonti. Conversazione Sisci / Rippa

 (Agenzia Radicale Video)

 

 


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