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26/06/17 ore

Erdogan ha vinto male



Era già opinione diffusa che col referendum sulla discussa riforma costituzionale Erdogan avrebbe completato la svolta autoritaria, già nei fatti a buon punto. Ha vinto il Sì, ma con un distacco esiguo: 51,4% contro 48,6%, pari a 1 milione e 300mila voti, secondo i dati non ufficiali dell’agenzia di stampa statale Anadolu.

 

Si tratta di una cifra inferiore a quella delle schede senza timbro di convalida del seggio che sono state ammesse in corso d’opera dopo una controversa decisione del Consiglio elettorale supremo. Questo è solo uno degli aspetti che mette in dubbio la regolarità di un voto svoltosi in un paese in stato d’emergenza, dopo il misterioso golpe fallito della scorsa estate.

 

Comunque sia, di tutto si potrà parlare tranne che di un trionfo per Erdogan, che si è visto dire un sonante No nelle grandi città, ad Istanbul come nella capitale Ankara e a Smirne, ma anche nelle zone più turistiche. Per contro, l'aspirante sultano ha vinto nella parte più arretrate e rurale del paese. Da non sminuire, vista la vittoria di un'incollatura, l’inquietante appoggio della maggioranza dei turchi emigranti all’estero, ai quali il Presidente, in sede di dichiarazione post-voto, ha dedicato particolare menzione.

 

L’esito della consultazione referendaria sarà ufficializzato fra una decina di giorni, al termine dell’iter sui ricorsi per brogli e irregolarità (per l'OSCE si è trattata di una campagna iniqua e con gravissimi limiti alle libertà individuali), piovuti dalle opposizioni ad urne ancora aperte. In proposito, la conclusione appare tuttavia scontata, visto l’andazzo di una nazione ormai sempre più lontana dall’Europa. (Resta da capire solo quale Europa...).

 

 


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2017-04-17 21:08
del resto Trump della politica non sa e non vuole sapere una mazza; incarna quella minimizzazione della politica a fronte dei poteri finaziari e "tecnici" che è stata propugnata e praticata per decenni e che non potrà che portare prima al degrado e poi alla catastrofe; quel fenomeno culturale per cui poi sono sorti in contrapposizion e altrettanti sgangherati decerebrati ed in colti movimenti dal basso; ai quali si deve però concedere l'attenuante di essere cresiuti in un clima pervasivo di desertificazion e conoscitiva ed di banalizzazione mediatica e malnutrizione concetrtuale che avrebbe stroncato anche i mammuth dell'era glaciale; ovviamente come sempre il peggio deve ancora venire
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0 #1 ilSocialista 2017-04-17 21:00
la Turchia ha ritrovato l'orgoglio delle sue radici storiche e orientali in cui quella strana e fragile invenzione moderna della democrazia non è contemplata o lo è in forme distorte ed autoritarie; del resto si è riavvicinata alla altra realtà orientale, la Cina, secondo la quale libertà e democrazia sono un ostacolo allo sviluppo del PIL; si tratta di uno dei molteplici aspetti del ben noto suicidio dell'occidente di cui anche Trump è l'icona vivente più evidente; l'attivismo frenetico del tizio, le iniziative estemporane ed il sorriso stirato sono il chiaro indizio che non sa che cazzo di pesci prendere; e quando uno non sa che cazzo di pesci prendere tutto è possibile, anche una guerra mondiale con il nobile epitaffio "si cercò di fare qualcosa"
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