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23/07/19 ore

Diritti umani, Bonino per un'Italia coraggiosa



“Se vi parlassi da radicale vi direi di tutto di più, ma sono qui da ministro”. Emma Bonino, neo titolare della Farnesina, parla chiaro davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato: l'Italia deve voltare pagina. Lunghezza dei processi, violazione dei diritti della difesa e situazione carceraria costituiscono la 'lettera scarlatta' attaccata al petto di un Paese più volte richiamato e condannato dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo.

 

“Vi assicuro che non solo dal punto di vista umano è intollerabile – ha spiegato la ministra – ma noi siamo firmatari delle convenzioni, le abbiamo anche negoziate, poi le abbiamo volute, poi le abbiamo anche firmate”.

 

E oggi Bonino è volata a Strasburgo per partecipare alla riunione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, prima presenza italiana dal 2000: scopo dell'incontro è quello di definire una serie di riforme atte a rafforzare la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritti nei paesi membri dell'organizzazione, 47 in totale.

 

“Non sarà proprio una visita semplicissima” ha spiegato la titolare della Farnesina che alla ministeriale del Consiglio d'Europa ha auspicato che per l'Italia si possa presto parlare “davvero di un nuovo inizio”: il governo – ha detto – dovrà assumere “iniziative coraggiose” che “ci facciano uscire da una situazione che mina la credibilità del Paese”.

 

Anche per quanto riguarda la delicata questione della Siria – spiega ancora Bonino – l'Italia si impegnerà affinchè venga datto il “massimo” per una “soluzione diplomatica” del conflitto, linea “assolutamente da seguire” viste “anche le aperture della Russia”.

 

“A parte le interpretazioni fantasione – ha aggiunto poi la ministra facendo cenno ad un'eventuale no-fly zone – se la soluzione diplomatica non funzionasse, le altre opzioni, compresa questa evidentemente, sono altri che le devono proporre”.


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