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21/07/17 ore

Helmut Kohl


  • Silvio Pergameno

La notizia della scomparsa di Helmut Kohl, cancelliere della Repubblica Federale Tedesca dal 1982 al 1998, non può essere ignorata stante la rilevanza che essa riveste per la storia non soltanto della Germania, ma anche dell’intero continente europeo, anzi meglio si direbbe della Germania in quanto parte rilevante di questo continente in un tempo di rilevanti evoluzioni.

 

Helmut Kohl viene di solito ricordato come il cancelliere che ha conseguito l’obbiettivo celle riunificazione della Germania, che per effetto della sconfitta nella seconda guerra mondiale dopo quella nella prima, era rimasta divisa in quattro zone di occupazione da parte delle truppe degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, della Francia e dell’URSS, una situazione poi evolutasi nella formazione di due stati: il primo tra le prime tre zone di occupazione, che  avevano dato origine alla Repubblica Federale Tedesca, aderente alla NATO e alle nascenti istituzioni europee e la quarta alla Repubblica a Democratica Tedesca, satellite dell’URSS.

 

La riunificazione delle due Germanie era sempre stata un’aspirazione di tutti i tedeschi, sostenuta in particolare dalla socialdemocrazia tedesca, mentre i Cristiano democratici si erano sempre fatti carico del legame con l’Occidente, contando anche sul fatto che non appariva certo possibile staccare la Germania est dal blocco sovietico; nel secondo dopoguerra diciassette milioni di tedeschi delle zone orientali della Germania erano fuggiti in occidente (approfittando della situazione di Berlino e dintorni, che aveva costituito una zona essa pure divisa in quattro settori tra le potenze vincitrici, settori tra i quali era abbastanza facile il transito, al punto che nel 1953 Berlino-est fu separata dal resto della città con la costruzione del famoso “Muro”).

 

Ma, caduto il “Muro” nel 1989, era chiaro che la riunificazione entrava nell’ordine delle possibilità. In sostanza senza il declino dell’URSS, già ben visibile al tempo di Breznev, e senza il nuovo corso gorbacioviano, l’occasione avrebbe ritardato, forse…troppo.

 

Ma l’evoluzione della situazione in URSS rappresentava solo una premessa della riunificazione, perchè un altro problema era sul tappeto: quali ne sarebbero state le conseguenze? La ricostituzione di una nuova Germania ancora animata da ambizioni egemoniche in Europa? Che avrebbe sepolto per sempre il progetto europeo? E Kohl volle una Germania strettamente legata all’Europa. La riunificazione fu concordata con il presidente francese Mitterrand e sostenuta con un’avanzamento nella politica di integrazione europea.

 

Kohl fu un sostenitore della creazione di una moneta comune europea e convinse i tedeschi di questa necessità, rinunciando al marco, al simbolo della rinascita economica della Germania nel secondo dopoguerra. E fu parte rilevante nelle trattative per l’avvio dell’Unione Europea, che si realizzerà poi nel 2002 con il trattato di Maastricht, quando il Cancelliere era già uscito di scena, per ave perduto le elezioni del 1998 e per l’esser finito nello scandalo dei finanziamenti del suo partito. Un’ombra che non menoma un percorso politico che segnerà durevolmente la storia europea.

 

 


Commenti   

 
0 #1 ilSocialista 2017-06-19 18:37
era una brava persona, un politico con una cortesia, una dignità ed un pudore; di sicuro non avrebbe fatto stramazzare la Grecia a quel modo; sicuramente non avrebbe impostato una politica di supremazia germanica come l'attuale; di sicuro non era succube della finanza ed apologeta dell'Unica Verità come quelli di ora. Dopo di loro il teatro dei burattini.
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