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23/11/17 ore

Le frecce spuntate de La Marianna


  • Luigi O. Rintallo

In questo fine settimana (25-26 febbraio 2017), a Bologna si tiene la cosiddetta prima Convenzione dell’associazione “La Marianna”, promossa dall’ex segretario radicale Giovanni Negri per riunire quanti  – pur desiderosi di impegnarsi attivamente – stentano a riconoscersi nelle offerte presenti sul mercato politico italiano.

 

 “La Marianna”, come si ricorderà, compie il suo primo atto di manifestazione pubblica durante la campagna per il referendum confermativo della riforma costituzionale fatta approvare in Parlamento dal ministro Elena Boschi, sostenendo i comitati per il SI.

 

Oggi, apprendiamo dal sito web che la convenzione in programma a Bologna sarà “il primo incontro utile a ridare una casa politica ai tanti homeless che in questi anni hanno vagato (elettoralmente e non solo) alla ricerca di quello che non c’è, passando dalla speranza vana Renzi all’urlo disperato grillin-leghista”. In poco più di sei mesi, gli orizzonti della Marianna sono perciò drasticamente mutati: se  prima Renzi andava sostenuto come soggetto riformatore, oggi è derubricato a “speranza vana”. Non essersene accorti per tempo non testimonia in favore della perspicacia del suo promotore.

 

Il che sorprende non poco, visto che Giovanni Negri è tutt’altro che un principiante in politica. Negli anni Ottanta, all’epoca in cui Pannella pensò di “contagiare” gli altri partiti con il doppio tesseramento, a Negri toccò approdare ai socialdemocratici di  Cariglia. La cosa deve aver lasciato il segno, se guardiamo alle proposte oggi avanzate nel programma della Marianna.

 

Fra queste ultime, denominate “frecce”, figurano l’esercito del lavoro, i patti fiscali o la costituzione di un’Agenzia dello sviluppo e della cooperazione, che già dal lessico adottato ricordano più le pietanze stantie di un socialismo che, per quanto “democratico”, è ben lontano dal rappresentare una via percorribile nei tempi odierni. Anche perché muove esattamente nella direzione opposta a quello che servirebbe: implementare la presenza di uno Stato inutilmente invasivo e inefficace non è certo auspicabile.

 

Altrettanto dubbio è il modo in cui alla Convenzione si annuncia di voler affrontare la questione giustizia, laddove si ammette che essa potrebbe anche essere “una sorta di Stati Generali dell’Avvocatura italiana penale, civile e amministrativa”. Immaginare di impostare la soluzione del nodo giustizia all’insegna di una lotta tra corporazioni – avvocati contro toghe – è proprio ciò che andrebbe scongiurato.

 

Nei tempi dello scontro tra populisti ed establishment elitari e omologati al politically correct, va sì ricercata una terza via: ma questa difficilmente può essere incarnata dalla riproposizione – a tratti strumentale – di formule che poco hanno a che fare con l’esigenza primaria di ridare spazio all’autonomia delle persone e prefigurano ancora una volta il calare di una rete avvolgente, fatta più per paralizzare che per proteggere. 

 

 


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2017-02-22 14:45
per quanto riguarda il resto, sì la dialettica fra elitisti e populisti è quanto ci propone questa fase storica, però anche questo non è niente di nuovo; è solo la forma attuale della antica lotta di classe; ovviamente tu dirai che tutto ciò puzza di muffa, ma in realtà è proprio l'uomo in sè stesso che puzza di muffa perchè non è nato ieri e noi siamo solo quello che sono stati i nostri avi in versione lievemente aggiornata. Ed è la stessa puzza di muffa che sentiranno fra trecento o cinquecento anni, con la differenza che allora la muffa saremo noi.
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0 #1 ilSocialista 2017-02-22 14:38
amico mio, sei un uomo di cultura e certe cose le dovresti sapere; la Storia può sembrare stantia a che insegue certi "nuovismi" semplicistici che cercano di tagliare le radici col passato o almeno bendarsi e non vederle; i risultati del taglio e del bendaggio sono regolarmente illusori e catrastrofici perchè l'umanità, a parte gli ammennicoli più o meno variopinti e complicati in dotazione, è sempre la stessa; quindi si deve sempre diffidare dai nuovismi facili che regolarmente un'epoca ti vuole spacciare, preferendo in linea di massima quelli che dicono di sentirsi addosso quotidianamente la muffa maleodoranmte del sepolcro di Tutankamen
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