Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

13/07/24 ore

Renzi, tra pop governo di cambiamento e governo Fonzie



In un modo o nell’altro è andata. Abbiamo un nuovo governo e, indipendentemente dai come o dai perché una breve analisi delle implicazioni e delle prospettive che si presentano è doverosa. Senza essere parziali o settari e nella speranza che questo rinnovamento renziano sia un’effettiva "rivincita democratica" rileviamo subito due incongruenze che, nella forma se non nella sostanza, adombrano questo spregiudicato rilancio del giovane neopremier.

 

La prima questione, quella più banale, è che la compagine governativa è supportata dalla stessa precaria e indubbiamente forzata base parlamentare del governo delle piccole intese precedente, quella che per amor di patria o di poltrona costringe Alfano e il suo partito ad abbracciare, dopo il governo di scopo di Letta pure il governo di un Renzi che, almeno sulla carta, dovrebbe avere poco in comune con il Nuovo Centro Destra.

 

La seconda questione è squisitamente democratica: il segretario del PD avrà pure i suoi tanto sbandierati tre milioni di voti che certificano il suo successo "popolare", ma quello che è sicuro e che non ha avuto nessun riconoscimento elettorale per ricoprire il ruolo che occupa adesso…qualche ombra rimane.

 

Il leitmotiv dietro la "rivoluzione renziana" di questi giorni è il cambiamento ma, a pochi giorni dall’insediamento di questo governo la portata di questo cambiamento sfugge disegnando, nonostante le giovani età e le presenze femminili, un governo che non è lontanissimo dal vetusto concetto di rimpasto. Mentre già qualcuno insinua, più o meno insistentemente, sui conflitti di interesse, sulla perenne presenza dello spettro di Silvio, ecc.

 

Noi non emettiamo giudizi ma ci riserviamo di monitorare speranzosamente l’evoluzione della faccenda facendo un ultima riflessione prima di lasciare una più puntuale trattazione al direttore Rippa nel suo videoeditoriale: se è vero che ciò che viene generato da un sistema è coerente con il paradigma che sta alla base del sistema stesso e gli dà validità, è vero anche che il cambiamento in oggetto nasce e si sviluppa con i modi e nei termini di quel sistema partitocratico che lo ha generato… aspettiamo con attenzione, qualche speranza e occhi aperti.

 

 

Renzi: governo pop del cambiamento o governo Fonzie? video editoriale di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)

 

 


Aggiungi commento