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14/06/24 ore

Ossessionati da Berlusconi


  • Danilo Di Matteo

Sull’Unità trovo l’annuncio dell’incontro con Gianni Cuperlo della Costituente delle idee. Un’iniziativa alla quale interverranno fra gli altri Cesare Damiano, Pietro Folena, Mimmo Lucà. Un tentativo di riesumare la Cosa 2, in nome dell’Epinay italiana. Mentre Matteo Renzi si prepara a una nuova Leopolda, prevista per fine mese. Progetti dissimili, modi diversi di concepire l’impegno politico; in ogni caso scenari sui quali vale la pena riflettere, confrontarsi, dibattere.

 

Invece Eugenio Scalfari, col suo editoriale su la Repubblica, si concentra di nuovo su Berlusconi, sulle sue pulsioni, sulle sorti del berlusconismo, sull’esigenza di gruppi parlamentari autonomi degli amici di Alfano e simili. E l’opportunità di gruppi parlamentari separati degli alfaniani è sostenuta anche dal segretario dem Epifani, intervistato dallo stesso quotidiano.

 

Intendiamoci: una grande democrazia avrebbe bisogno di una destra e di una sinistra liberali, e preoccuparsi del soggetto col quale competere per il governo del Paese è addirittura doveroso. Invece vivere il principale avversario come una sorta di ossessione è deleterio, per nulla costruttivo. E rivela quel deficit liberale di fondo più volte segnalato da Quaderni Radicali e da Agenzia Radicale.

 

Solo una sinistra per così dire complessata, timorosa delle sfide che ci attendono, può subordinare i propri discorsi e la propria proposta agli assetti interni del centrodestra. A conferma, purtroppo, di una subalternità innanzitutto culturale. Come se dicesse: dipendono da “loro” le mie chance di insediarmi nel palazzo; non posso far leva sulle spinte e sui bisogni dei cittadini e della società, mi è consentito quasi solo insinuarmi nelle pieghe delle contraddizioni altrui e trarne vantaggio.

 

Da tali sentimenti di minorità il centrosinistra dovrebbe uscire al più presto, altrimenti la “democrazia compiuta” resterà un miraggio.


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