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14/12/18 ore

Un post un libro (Casaleggio Associati editore): il negozio virtuale a 5 stelle


  • Ermes Antonucci

Può un leader politico utilizzare l’organo d’informazione del proprio movimento, che ha anche co-fondato, per pubblicizzare e vendere continuamente i prodotti commerciali della sua azienda? Per il Movimento 5 Stelle pare proprio di sì.

 

Questo è, infatti, ciò che accade sul blog di Grillo con le produzioni editoriali della Casaleggio Associati, in barba ai tanto sbandierati principi contro i conflitti di interesse. Andiamo con ordine.

 

Il blog di Grillo, come spiega il famoso “Non-Statuto” del movimento, rappresenta “l’origine e l’epicentro” del M5S. E’ nel blog, infatti, che si discutono le campagne politiche da portare avanti, le proposte da avanzare, i punti del programma, l’organizzazione delle manifestazioni: insomma, tutto ciò che ruota attorno alle attività del Movimento 5 Stelle.

 

L’indirizzo web www.beppegrillo.it rappresenta “la ‘Sede’ del Movimento 5 Stelle”, e “lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni” del gruppo parlamentare. Il blog di Grillo è anche l’organo al quale è riconosciuto il fondamentale potere di concedere la certificazione alle liste elettorali che intendono presentarsi alle elezioni per conto del movimento. Ed è sempre il blog che, d’altro canto, ha la possibilità di revocare la certificazione di un singolo candidato o di un’intera lista qualora fossero violati i requisiti richiesti (una questione in passato oggetto di gravi arbitrarietà). In poche parole, senza il sito il movimento neanche esisterebbe.

 

Ciò che non sarà sfuggito ai lettori più assidui del blog è che, spesso e volentieri, i post pubblicati da Grillo contengono vere e proprie recensioni di libri che opportunamente, dopo la conclusione, si suggerisce di acquistare. Libri quasi sempre editi dalla Casaleggio Associati, la società di Gianroberto Casaleggio, punto di riferimento per l’ex comico genovese tanto da essere co-fondatore del movimento, co-autore del Non-Statuto e, appunto, gestore del blog.

 

Il 17 dicembre scorso, per esempio, sul blog appare un intervento della scrittrice Samanta Di Persio che, senza molti fronzoli, pubblicizza il suo ultimo libro “Imprenditori suicidi”, edito dalla Casaleggio Associati e acquistabile su Amazon.

 

Passa una settimana e tocca ad Alessandro Di Battista – poi divenuto uno dei più carismatici parlamentari a 5 stelle – pubblicizzare il proprio libro, “Sicari a cinque euro”, anche questo edito dalla Casaleggio Associati.

 

Il 28 gennaio è la volta del professor Paolo Becchi, additato come “ideologo” del movimento. Ai suoi “Scritti corsari”, editi neanche a dirlo dalla Casaleggio Associati, viene dedicato il solito video-intervento sul blog di Grillo.

 

L’attività di merchandising prosegue il 4 febbraio con “I venti anni peggiori della nostra vita” di Beppe Lopez, lanciato ovviamente dalla Casaleggio Associati. Poi una settimana dopo Grillo e Casaleggio decidono di farselo da soli, il libro, e lanciano “Il Grillo canta sempre al tramonto”, con la partecipazione di Dario Fo (e i diritti, questa volta, devoluti in beneficenza).

 

Si arriva a maggio con “Il sacco di Siena”, di Mauro Aurigi, e “L’assassino alle spalle”, un libro di Luca Steffenoni sullo stalking (argomento quasi mai trattato negli otto anni di esistenza del blog), entrambi chiaramente editi dalla Casaleggio Associati.

 

Ad attirare l’attenzione dei lettori più distratti ci pensano anche le enormi pubblicità poste ai lati del sito, che ora consigliano l’acquisto del libro di Becchi, ora quello di Di Battista. Casaleggio, in poche parole, approfitta del successo del Movimento e di conseguenza del blog di Grillo (traffico alle…stelle dopo il trionfo alle elezioni) per rimpinguare le casse della sua azienda. Un bel quadretto, sul quale sarebbe interessante conoscere l’opinione dei grillini più ortodossi.


Commenti   

 
0 #10 Richardenugs 2018-08-21 08:31
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0 #7 Antonucci Ermes 2013-05-16 19:29
*"che riguarda", piccolo refuso
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0 #6 Antonucci Ermes 2013-05-16 19:28
1. I giornali che lei cita cioè Corriere e Repubblica non prendono più finanziamenti pubblici diretti, così come il 90% delle testate. Ciò che è rimasto sono i contributi indiretti, ma a parte una riduzione dell'Iva credo non ci sia nient'altro (anche gli sconti postali sono stati eliminati).
2. Il blog di Grillo non è solo un'infrastruttu ra di comunicazione, ma soprattutto un organo politico, dove viene deciso tutto ciò che riguardano le attività di un vero e proprio partito. E se le questioni politiche venissero sfruttate per aumentare la vendita di prodotti? Poniamocela, anche questa domanda.
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-1 #5 Riddik 2013-05-16 10:33
Può un leader politico utilizzare l’organo d’informazione del proprio movimento, che ha anche co-fondato, per pubblicizzare e vendere continuamente i prodotti commerciali della sua azienda?

MA PONIAMOCI ALTRE INTERESSANTI DOMANDE:

PUO' DE BENEDETTI UTILIZZARE I FINANZIAMENTI PUBBLICI PER PROMUOVERE UN PARTITO?

PUò IL CORRIERE DELLA SERA UTILIZZARE I FINANZIAMENTI PUBBLICI PER VENDERE I SUOI LIBRI?

PONIAMOCI ANCHE LA DOMANDA: MA SE QUESTI (GRILLO E Co) NON PRENDONO I FINANZIAMENTI PUBBLICI, COME LA MANTENGONO L'INFRASTRUTTUR A DI COMUNICAZIONE?

..E PONIAMOCELA STA DOMANDA Sù ANTONUCCI DI AGENZIA RADICALE, EPPONIAMOCELA
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0 #4 ilSocialista 2013-05-16 01:25
I veri lobbisti non sono Grillo e Casaleggio, sono questi:
http://economyincrisis.org/content/more-corruption-lobbyists-becoming-congressional-staffers
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0 #3 ilSocialista 2013-05-16 01:13
ma si sa, se prendessero il finanziamento pubblico li accusereste dell'opposto perchè comunque per contrastare ogni parvenza di pensiero divergente ogni scusa è buona, tutto ed il contrario di tutto; anzi diciamo per contrastare il PENSIERO tout court di qualche contenuto economico-socia le.
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0 #2 ilSocialista 2013-05-16 01:12
anche in America la gente ne ha piene le palle di ricchi capitalisti che si comprano le cariche, un pò come nell'ancien regime si compravano le funzioni pubbliche date in appalto; basta guardare l'articolo che segue: http://economyincrisis.org/content/plutocracy-and-corruption-continue-under-president-obama
il fatto è che i suddetti ricchi anche là controllano le grandi reti di comunicazione e censurano le idee indigeste.
Grillo e Casaleggio sono anche'essi dei ricchi capitalisti ed in questo senso contengono naturalmente una dose di interesse, quanto meno per rifarci le spese e tenere su la baracca senza sussidi di stato; è quantomeno strano che vengano criticati per questo da dei "liberali", proprio qualli che hanno contribuito a pompare l'attuale "pensiero unico" della finanziarizzazi one globalizzata e deindustrializz ata, e facalmente liquidizzata;
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0 #1 ilSocialista 2013-05-16 01:03
Il solito pelo che cerchi in Grillo quando attorno sussiste una foresta di travi per le quali sei orbo del tutto; Il quadro è desolante, ma il merchandising di Grillo e Casaleggio è una bagattella da quattro soldi di fronte al merchandising di Berlusconi in cui veramente non si sa dove finisca l'affare e dove cominci la politica e dove non si sa se siano più le quotazioni delle sue azioni che alimentano i suoi voti o siano i suoi risultati elettorali che rivitalizzano i suoi patrimoni mobiliari; però c'è poco da stupirsi perchè in questo Grillo e Casaleggio sono in pieno uomini del proprio tempo; è il tempo che è di merda intrinsecamente di per sè e quando è notte fonda è inevitabile che tutte le vacche siano nere; non a caso oggi si dice che la politica è la pura prosecuzione dell'economia con altri mezzi;
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