Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

24/06/18 ore

Cottarelli, perché debito e deficit non creano ricchezza



Nei giorni precedenti l'incarico di governo, Carlo Cottarelli è stato visto ovunque spiegare le ragioni per cui bisognava seriamente preoccuparsi delle intenzioni di Lega e M5S, messe nero su bianco nel cosiddetto "contratto di governo".

 

Agenzia Radicale ha raccolto e selezionato alcuni passaggi di un intervento - tenuto al Convegno della fondazione Einaudi a Roma, dal titolo Debito e deficit non generano ricchezza, nel quale “Mr spending review” si sofferma sul perché si rischierebbe una deriva “argentina”, qualora si seguissero le strade tracciate dalle “teste pensanti” grillo-leghiste sotto l'egida di Paolo Savona, a proposito della politica fiscale in deficit - stante l'enorme debito pubblico - e delle temerarie ipotesi di uscita dall'Euro.

 

 

 

- Cottarelli, perché debito e deficit non creano ricchezza (Agenzia Radicale Video)

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2018-06-01 01:46
il giappone non cresce ma non per il debito pubblico, bensì perchè la domanda è limitata; i giapponesi sono parchi, gli basta il loro schifoso pesce crudo e gli aggeggi eletronici e si sentono soddisfatti; magari pure un dirigente sta in una casa di 30 metri quadrati.
Anche il giappone dimostra che l'economia non ha regole assolute e va rapportata al contesto sociale e culturale; proprio quello di cui agli economisti prezzolati moderni non frega e non può fregare per contratto una mazza.
Citazione
 
 
0 #3 ilSocialista 2018-06-01 01:45
carina la cosetta sul Giappone: le banche prima di vendere titoli della Patria fanno harakiri; è perfettamente vero ed infatti l'economia dipende pure dalla cultura del posto; diciamo che la finanza giapponese la creatività e la leggerezza e anche la irresponsabilit à di altre finanze mondiali non ce la ha; poveracci, la loro cultura lo respinge a priori e di non poco; discorso simile per la produttività che lì come si sa è bassa; magari quando dovrebbero tagliare il personale non lo fanno perchè il rapporto fra azienda è un rapporto di onore e non un semplice contratto; razionalità fredda contro tradizioni millenarie;
Citazione
 
 
0 #2 ilSocialista 2018-06-01 01:29
è per questro che molte persone keynesiane o comunque di sinistra da giovani, si siano buttati a corpo morto sopra Einaudi e Milton Friedman; per esempio forse Padoan; pure gli economisti "c'hanno famiglia".
Citazione
 
 
0 #1 ilSocialista 2018-06-01 01:27
Ma, sai quando si parla di queste cose, si deve sempre avere uan visione aperta ed illuminata. Cottarelli è una ottima persona, è pure simpatico, però fa parte chiaramente di una certa corrente di pensiero; non si deve dire che sia un pensiero stupido, è un pensiero che può avere aspetti di validità; però di sicuro non è il dogma della madonna immacolata, perchè l'economia non è un teorema matematico dimostrabile e le soluzioni diverse possibili, dato il numero innumerevole di variabili, sono innumerevoli; e si deve vedere se sono soluzioni che pendono, in piena legittimità, più da una classe sociale o più da un'altra; del resto se faceva parte di un pensiero differente, per fare un esempio, fosse stato keynesiano, di sicuro quella carriere non la faceva e giustamente la vita di una persona, come quella di istituizioni accademiche ed internazionali è pure una questione di pressioni ambientali e contestuali, poteri sostanziali, prestigio sociale e interesse personale;
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna